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Vecchio 04-10-2011, 22:11
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Sì ora tutto a posto incrociando le dita.
Beh sai in 15 anni senza staccare mai se ne fanno di gare, poi bisogna fare i conti con il fisico.

Ultima modifica di goldsun; 04-10-2011 alle 22:14
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  #77  
Vecchio 09-10-2011, 22:29
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Predefinito Capitolo 29

Capitolo 29
Le gare in Europa (Francia 5a parte)


Prima che venisse spostato a Magny Cours il Gp di Francia si svolgeva al Circuito Paul Ricard noto anche come Le Castellet.
Ci andai almeno tre o quattro volte per il Gran Premio, più svariate altre per test invernali di F1 (prima che venisse inaugurato l'autodromo di Catalunya, il Castellet era il più usato) ed altre tre in differenti occasioni.
Quando ci andavo per i test invernali, erano sempre belle trasferte; l'albergo si trovava facilmente sulla costa, di solito a Bandol che era il paese più vicino dove c'erano anche vari ristoranti.
Per i Gran Premi invece la cosa era più difficoltosa e, anche per il fatto che erano i nostri primi in Formula 1, a volte trovai sistemazione in luoghi veramente fatiscenti; ne ricordo uno a Le Beausset... da rabbrividire!!!
Le ultime volte preferivamo fare qualche chilometro in più ed arrivare a Tolone in autostrada perchè all'uscita c'erano vari Motel.
La pista era discreta con strade di servizio che consentivano di spostarsi facilmente, ma non entusiasmante a livello fotografico; aveva praticamente lo stesso tracciato attuale, ma la versione più lunga non veniva mai usata dopo l'incidente che nel 1986 causò la morte di Elio De Angelis.
Non ricordo esattamente l'anno, ma credo fosse il 1992, mentre ero lì per alcuni test precampionato si sparse la voce che Alain Prost avrebbe provato la Ligier; eravamo in cinque o sei fotografi, avevamo già fatto le foto necessarie; restammo ad aspettare per due giorni interi, dall'alba al tramonto perché "dovevamo" avere quelle foto e finalmente le foto ci furono; Prost si presentò con una anonima tuta bianca e il casco già in testa, poteva essere chiunque, ma con uno scatto con il flash fatto al volo riuscii a mostrare la sua inequivobile identità grazie al naso!!
Una delle altre tre occasioni in cui mi recai al Castellet fu ovviamente una Finale Renault; quella volta fui ospitato in un albergo (ovviamente magnifico) di Marsiglia e fu la prima volta in cui assaggiai la famosa Bouillebasse, la zuppa di pesce marsigliese.
Negli anni 80 le gare per vetture GT erano quasi sparite, finché un organizzazione francese (mi spiace ma non mi viene in mente il nome) rilanciò tale categoria con un campionato internazionale (sul tipo dell'attuale Open GT); Speedy conosceva l'organizzatore e seguimmo un certo numero di quelle manifestazioni; io andai a quella che si disputò al Paul Ricard.
Infine, nel 1995, ci andai in occasione della finale che riuniva i partecipanti ai vari campionati nazionali turismo, manifestazione simile all'attuale ETCC.
Due i rally nella Costa Azzurra, il Rally di Antibes valido per il campionato europeo dove andai due volte, che utilizzava anche vari tratti di PS del rally di Montecarlo e il Rally du Var che merita un discorso a parte.
Ci andai la prima volta nel 1981, quando ero ancora all'agenzia; provammo a chiedere gli indirizzi agli organizzatori, ma ci risposero che avremmo dovuto portare "una coppa"; avevano quella consuetudine, davano gli indirizzi dei piloti alle agenzie fotografiche che li richiedevano, purché l'agenzia donasse una coppa che veniva utilizzata alla premiazione.
Quell'anno ci adattammo a richiederli alle verifiche, ma l'anno successivo (avevamo appena fondato la nostra agenzia) ci presentammo con la coppa e avemmo "l'indirizzario" stampato.
Il rally si svolgeva a fine novembre e la nostra agenzia era appena nata; eravamo impreparati e incoscienti; avevamo deciso di andare al Rally du Var perché c'erano molti iscritti, ma non eravamo ancora attrezzati per stampare le foto e spedirle velocemente; così ci venne un'idea: "Invece delle foto, perché non spediamo le diapositive ad un prezzo minore, così ogni pilota si stampa quello che vuole e le diapositive restano sue?"
Così facemmo e spedimmo tutte le diapositive per contrassegno; non ci sembrava di avere fato niente di male; erano normali buste da lettera; era indicato che si trattava di diapositive e d'altra parte, date le dimensioni non potevano certo essere foto (le foto che si spedivano erano di formato 20x30).
Cominciarono ad arrivare i primi pagamenti, finchè ci chiama uno dei nostri amici fotografi francesi che scherzando ci chiede: "Parlo con l'agenzia dei banditi italiani?"
Alcuni piloti avevano scritto alla più diffusa rivista francese del tempo (mi sembra si chiamasse Auto Hebdo) accusandoci di averli truffati, chiamandoci "banditi" e minacciando denunce.
Riuscimmo a procurarci la rivista in una edicola ben fornita di Bologna e decidemmo di scrivere alla redazione chiarendo esattamente quello che avevamo fatto, scusandoci se qualcuno aveva mal interpretato, ma ribadendo che il contenuto era chiaramente indicato.
La rivista pubblicò la nostra spiegazione e nessun pilota si fece vivo; alla prima gara che facemmo in Francia (Antibes o Garrigues probalimente) qualcuno quando chiedemmo gli indirizzi e dicemmo il nome della nostra agenzia sorrise e chiese: "ma spedite foto o diapositive?"
Il Tour de France lo feci invece solo una volta, ma fu... più che sufficiente.
La gara francese aveva abbandonato la formula mista (pista e rally) ed era un rally vero e proprio che usava le PS più famose di vari rally francesi, non ricordo se era il 1981 o il 1982, era comunque un'edizione con molti partecipanti e l'agenzia pensò che si poteva fare un buon commerciale; l'organizzatore era l'automoblie club di Nizza e lì venne spedito l'accredito; sapevamo che la gara sarebbe partita alla sera di un lunedì di settembre e che le verifiche, dove dovevamo chiedere gli indirizzi ai piloti, erano alla mattina; prima ancora dell'alba, verso le 4,00 di mattina, ci mettemmo in viaggio da Bologna.
Verso le 9,00 arrivammo Nizza e ci sorprese il fatto di non vedere né vetture, né mezzi di assistenza, cosa di solito abituale; ci dirigemmo all'Automobile Club e lo trovammo chiuso!!!
Non un manifesto della gara, nulla di nulla; vedemmo un giornalaio e andai a comprare “L'Equipe”; la aprii con una certa apprensione e trovai varie pagine sul Tour de France che... però partiva alla sera alle 21,00 da Parigi!!!
L'agenzia aveva mandato l'accredito, aveva chiesto gli orari, ma... si era dimenticata di chiedere il luogo, dando per scontato che organizzando l'automobile club di Nizza le verifiche sarebbero state lì.
Da Nizza a Parigi sono oltre 900 Km, tutti di autostrada; facemmo un rapido calcolo e partimmo immediatamente; fu un viaggio allucinante, non tanto per i 900 Km , quanto perché quel lunedì era il giorno del grande ritorno in città dopo le ferie estive per gran parte dei francesi; fermandoci solo per i rifornimenti di carburante arrivammo alla periferia di Parigi verso le 20,00; la partenza era ai piedi della Torre Eiffel; non ero mai stato a Parigi e non avevamo una pianta della città.
In qualche modo arrivammo alla Torre Eiffel con la prima vettura già in partenza sul palco; era ovviamente tutto transennato, lasciai la macchina in mezzo alla strada con i due collaboratori e scavalcai le transenne con in mano la copia dell'accredito; alcuni gendarmi tentarono di fermarmi (e avrebbero avuto ragione), ma con mia incredulità non appena facevo vedere l'accredito mi facevano passare ed arrivai fino sul palco di fianco alla vettura in partenza; mentre mi avicinavo mi chiedevo: “E quando arrivo cosa faccio? Impossibile che abbiano qui i pass e tutto il necessario”.
Invece mi accolse una gentilissima signora che mi diede tutto, pass, targa auto, itinerario della gara con tutte le carte necessarie.
Ritornai in auto, guardammo velocemente il percorso e scoprimmo che la prima PS era... distante circa 500 Km a Sud Ovest di Lione verso le 5,00 della mattina successiva.
Uscendo da Parigi, non chiedetemi come, probabilmente ci eravamo persi, ci ritrovammo a Versailles e decidemmo di fermarci a mangiare in un bel ristorante, anche se quando entrammo ci guardarono un po' male; immaginate in quali condizioni eravamo.
Arrivammo alla PS con qualche ora d'anticipo sui concorrenti, dormimmo un paio di ore in auto e poi in due andammo a fotografare, mentre uno rimase a prendere gli indirizzi dei concorrenti.
Fotografammo per tutto il giorno spostandoci in varie PS, che erano tutte abbastanza distanti l'una dall'altra e alla sera decidemmo di fermarci a dormire, sperando di trovare un albergo, a Die, una cittadina dove negli anni successivi passai quasi sempre durante il Rally di Montecarlo.
Avvicinandoci alla cittadina continuavamo a vedere dei cartelli che pubblicizzavano un vino, almeno noi credevamo che lo fosse; riuscimmo a trovare undiscreto albergo, ci lavammo e andammo al ristorante; anche lì c'era la solita pubblicità, per cui, dopo avere ordinato il cibo quando il cameriere ci chiese cosa volevamo da bere gli indicai quel nome.
Il cameriere ci guardò sorpreso e disse: “Ma signore, è champagne.” e io: “Certo, ceniamo a champagne, non si può?”.
Finalmente, dopo cena e dopo oltre 42 ore, andammo a dormire su un letto.
Il giorno dopo continuammo a seguire la gara e alla sera tornammo in Italia con un giorno d'anticipo, perché con tutti i chilometri fatti in più i soldi erano finiti.
Fu comunque un bel servizio.
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  #78  
Vecchio 16-10-2011, 13:48
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Predefinito Capitolo 30

Capitolo 30
Le gare in Europa (Francia 6a parte)


Ed eccoci al Tour de Corse, gara che ho amato, perché mi piaceva moltissimo sia per quanto riguarda la parte fotografica, sia per quella... culinaria, ma che purtroppo è legata anche a fatti tragici.
In Corsica ci si andava con il traghetto, partendo da Livorno e arrivando a Bastia nel Nord dell'isola; da qui si scendeva ad Ajaccio dove c'era la sede della gara.
Negli anni 80 il rally, in tre tappe, percorreva tutta l'isola; la prima tappa risaliva da Ajaccio a Bastia per poi ridiscendere o direttamente o facendo tappa in qualche altra località.
In pratica per seguire il rally dal momento in cui arrivavamo al momento in cui si ritornava in Italia facevamo tutta l'isola Nord - Sud, Sud - Nord, Nord - Sud, Sud - Nord per quattro volte!!! e chi è stato in Corsica sà come sono le strade.
Solo una volta, non ricordo la ragione precisa, ci andai arrivando in aereo a Olbia e da lì, presa un'auto a nolo, traghettai da Santa Teresa di Gallura a Bonifacio per risalire fino ad Ajaccio.
Cambiai moltissimi alberghi; le prime due notti si pernottava ad Ajaccio, la seconda nelle vicinanze di Bastia dove era sempre difficilissimo trovare camere libere; il luogo della terza notte variava a seconda del percorso di quell'anno (ho dormito a Corte, a Cargese, a Marina di Porto, a Calvi e a Ponte Leccia); infine l'ultima notte, dopo l'arrivo, prima di riprendere il traghetto la domenica mattina, di nuovo ad Ajaccio.
La cucina corsa era squisita e alla sera cercavo sempre dei ristorantini tipici nei quali spesso ritornavo negli anni seguenti; ricordo in particolare il ristorante Nausicaa sulla strada che da Ajaccio porta a Tour de la Parata.
Le PS variavano spesso, ma quelle classiche restavano e anno dopo anno le strade della Corsica per me non avevano più segreti; ricordo uno stupendo salto in curva in una prova poco a sud di Bastia dove si arrivava facendo un chilometro e mezzo a piedi da un paese, la qual cosa faceva perdere molto tempo alla fine per tornare all'auto; il salto era stupendo, ma pericolosissimo per noi fotografi che ci posizionavamo all'esterno con la testa a livello della strada; se una vettura avesse avesse sbagliato la curva ci avrebbe decapitato; ogni anno poco prima del passaggio arrivava un gendarme che cercava di farci andare via, ma poi desisteva; il primo anno che arrivai in quel posto notai una stradina (meglio dire un sentiero tipo mulattiera) che andava verso valle (in linea d'aria la statale che costeggiava il mare era a pochi chilometri.).
Chiesi se qualcno sapeva dove portasse quella stradina, ma nessuno seppe rispondere; l'anno successivo, verificato che la prova speciale c'era ancora, arrivato a Bastia, prima di scendere ad Ajaccio andai a verificare; percorsi tutto il tratto di statale dove pensavo dovesse arrivare, ma non trovai niente; non mi diedi per vinto; andai al salto arrivandoci dalla strada della PS e ridiscesi per la mulattiera; era strettissima, piena di sassi enormi, ma arrivai fino in fondo sulla statale; nessuno la trovava perchè arrivava dentro un cortile privato dietro ad una casa.
Il giorno della PS arrivai al salto all'ultimo momento spuntando all'improvviso dal nulla e tutti rimasero sorpresissimi.
La prima volta che andai al Tour de Corse fu nel 1982 con l'agenzia iniziale; erano i primi anni che la gara era diventata un rally classico con Prove Speciali, perchè prima si svolgeva come il Safari con trasferimenti tiratissimi e... strade aperte al traffico!!! una vera follia.
Venni mandato con Speedy e due collaboratori, in quanto logicamente dovevamo fare anche il commerciale; Speedy che da sempre sognava di andare a fotografare questa gara si era fissato con i famosi ponti in pietra dell'isola e voleva fare questa caratteristica foto; di ponti ce n'erano parecchi, lo verificai negli anni seguenti, ma noi non sapevamo dove fossero e cercammo inutilmente accontendoci alla fine di un misero ponticello.
Questa prima trasferta fu caratterizzata da due episodi tra il comico e il grottesco; ovviamente non avevamo alcun albergo prenotato e arivati ad Ajaccio iniziammo a cercare; trovammo un albergo con dei bungalow appena finiti e ne prendemmo uno che aveva quattro posti letto; c'era ancora odore di vernice e, sistemati i bagagli, uscendo per andare a cena, lasciammo la finestra aperta per fare entrare aria fresca, ma... dimenticammo anche la luce accesa; quando tornammo i muri erano "neri", pieni di moscerini; impiegammo più di un'ora per riuscire a metterci a letto senza insetti.
Il giorno seguente per fare il passaggio commerciale trovammo una bella PS con passaggi caratteristici e lasciammo uno dei due collaboratori vicino al rudere di una vecchia chiesa; quando tornammo a prenderlo, lo trovammo dolorante che si teneva una mano; era stato aggredito e morso da un cane randagio; volevamo portarlo in ospedale per farlo medicare e fare la puntura anti rabbica, ma si rifiutò in quanto aveva paura delle punture; comprammo del disinfettante, ma rimasi con il terrore fin che i giorni passarono e non ci furono conseguenze.
Tornai in Corsica nel 1985 e fu la prima tragica occasione; ero da solo ed era il primo anno che tornavo a seguire il mondiale rally da quando avevo fondato la mia agenzia.
Dopo una prima PS mattutina mi ero spostato a Nord, vicino a un paese dove le vetture sarebbero passate, con due passaggi in due distinte prove molto vicine tra loro, nel primo pomeriggio; arrivai con un certo anticipo e vedendo un ristorante con un furgone dell'assistenza Lancia parcheggiato entrai; notai che i meccanici erano stravolti, mi avvicinai e chiesi cosa era accaduto; mi risposero che Attilio Bettega, che correva con la Lancia 037, era morto durante la quarta prova speciale.
Tornai sull'isola l'anno seguente con un collaboratore; la Lancia aveva sostituito la 037 con la Delta S4 e Toivonen era la punta di diamante della squadra; avevo finalmente trovato il caratterstico ponte che cercava il primo anno Speedy e nel primo pomeriggio del secondo giorno del rally ero appostato ad attendere il passaggio.
Poco prima del via della PS che partiva poco fuori Corte, saliva un colle per ridinscendere al ponte in cui mi trovavo e poi continuare, si scatenò un furioso temporale; avevano già avvertito che la prima vettura (Toivonen) era partita, ma i minuti passavano e nessuno arrivava; cominciammo a pensare ad un rinvio delle partenze anche se a quei tempi la cosa non era normale.
Dopo oltre mezz'ora un commissario annunciò che la PS era stata annullata e cominciammo a dirigerci verso la nostra auto; quando arrivammo al bivio della strada che scendeva da colle, arrivarono in trasferimento tutte le vetture; notammo le faccie stravolte di tutti gli equipaggi; al bivio c'era un furgone di assistenza della Lancia (a quei tempi c'erano anche le assistenze di emergenza lungo le PS); non avevamo visto transitare la vettura di Toivonen; chiedemmo notizie; ci risposero che sia lui che Cresto, il navigatore, erano morti "bruciati"!!!
Ovviamente la gara non aveva più senso; attendemmo che riaprissero la strada per andare a vedere il luogo dell'incidente; la vettura era già stata spostata; si notava solamente la terra annerita dall'incendio e si restava increduli per il luogo in cui era accaduto l'incidente, una curva qualsiasi senza alcuna difficoltà.
Cominciavo a pensare di portare un po' di sfortuna (e alcuni me lo dissero chiaramente); gli anni seguenti invece furono tranquilli e mi specializzai sempre di più facendo ogni anno servizi più belli.
Nel 1991 andai assieme a Fox; era il primo anno con Rombo e volevamo fare un super servizio; avevano notato delle nuove prove speciali e avevamo programmato di andarle a vedere tutte dopo essere sbarcati, prima di andare ad Ajaccio; trovammo dei passaggi magnifici e durante il rally in molti di questi eravamo gli unici fotografi; eravamo contentissimi, sicuri di avere fatto un servizio bellissimo e "nuovo".
Arrivammo così all'ultimo passaggio prima dell'arrivo, un classica inversione con una moltitudine di gente; facemmo le foro ai primi 15 equipaggi e tornammo alla vettura che avevamo parcheggiato a circa 500 metri di distanza; trovammo l'auto con le portiere aperte, i bagagli rubati e soprattutto non c'erano più i sacchetti con tutti rulli!!!
Cercammo disperatamente, sperando che almeno i rulli fosero poi stati gettati da qualche parte; niente.
Tornammo ad Ajaccio; io andai a fare la denuncia, Fox andò a fare l'arrivo; ci erano rimasti solo i rulli di quell'ultima PS e l'arrivo.
La polizia consigliò di tornare con calma il giorno dopo sul luogo e cercare bene, perché anche secondo loro i ladri avrebbero potuto sbarazzarsi dei rulli, ma fu inutile.
Alla sera i colleghi ci portarono di forza a mangiare da Nausicaa e ci fecero ubriacare di proposito; Fox esagerò un po' e alla notte vomitò l'anima.
Dopo pochi giorni quasi tutti i colleghi ci fecero avere ognuno una decina di diapositive della gara; fu un bel gesto.
L'anno seguente fu quello in cui mi recai in Corsica passando dalla Sardegna e fu l'ultimo legato a qualche fatto tragico; la sera del giovedì a Bastia poco prima dell'inizio della semifinale di Coppa di Francia tra Bastia e Marsiglia crollò una tribuna; io ero al ristorante e vidi la cosa in diretta televisiva; spaventoso; la mattina seguente il rally venne interrotto con colpevole ritardo non tanto in segno di lutto, ma perché non c'erano medici e ambulanze a disposizione!!!
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  #79  
Vecchio 29-10-2011, 13:41
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Predefinito Capitolo 31

Capitolo 31
Le gare in Europa (Principato di Monaco 1a parte)


Era il gennaio 1980, e pertanto io ero ancora un collaboratore esterno dell'agenzia iniziale, quando mi dissero che sarei andato al Rally di Montecarlo ; saremmo partiti con due auto; in una ci sarei stato io con Speedy, nell'altra l'unico dipendente dell'agenzia, un altro fotografo e moglie e figlia di uno dei due titolari; queste ultime avevano l'incarico di prendere gli indirizzi dei piloti.
La settimana prima della partenza comniciò un vero e proprio lavaggio del cervello nei miei confronti relativamente alla prudenza in auto e al... vino; non riuscivo bene a capire; Speedy non andava certo piano in auto ma ero già stato a diverse gare con lui e, salvo qualche sorrisino sarcastico di alcuni collaboratori più anziani che a voltre mi dicevano: “Hai un bel coraggio ad andare in macchina con lui...” nessuno aveva mai accennato ad altro.
Speedy guidava benissimo, ma non aveva il senso della misura e a volte... sbatteva; aveva la mania della pressione delle gomme; se durante un viaggio iniziava a piovere, lui si fermava a sgonfiare gli pneumatici, come se guidasse un'auto da corsa, mentre invece avevamo dei lentissimi diesel.
Comunque mi spiegarono che l'anno precedente, proprio durante il rally di Montecarlo, Speedy doveva incontrarsi ad un bivio con un altro collaboratore per consegnargli i rulli; arrivò con un certo ritardo, andando al massimo e quando arrivò al punto d'incontro e iniziò a frenare trovò un po' di ghiaccio e andò a sbattere contro l'altra vettura dell'agenzia (per chi non fosse esperto di assicurazioni, un danno tra due auto della stessa persona giuridica – l'agenzia- non viena mai risarcito); immaginate la contentezza dei titolari.
Per quanto riguarda il vino, Speedy non era certo un ubriacone, ma gli piaceva il buon vino.
Era accaduto che l'anno precedente durante il GP di Formula 1 aveva trovato alloggio in un hotel nel cui ristorante alla sera cenava e ordinava del buon vino senza curarsi del prezzo nella lista dei vini; il costo del vino in Francia, a meno che uno non si facesse portare quello della casa, era molto più alto che in Italia; Speedy rimase in quell'albergo dal mercoledì alla domenica e ogni volta faceva mettere in conto la cena; quando alla fine chiese il conto c'erano £ 700,000 solo di vino... e parliamo del 1979!!!
Io e Speedy partimmo da Bologna e andammo a Montecarlo dove si ritiravano i pass e le targhe auto; era la prima volta che andavo a Montecarlo; Speedy invece c'era già stato e conosceva bene gli addetti stampa.
Dopo dovevamo risalire verso Grenoble (un bel viaggio) dove quell'anno si radunavano tutte le vetture in gara, perché, per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, i concorrenti partivano da varie città europee e facevano centinaia di chilometri di trasferimento per ritrovarsi finalmente in una località che ogni anno variava.
A Grenoble avevamo appuntamento con l'altra auto.
Prima di ripartire da Montecarlo ebbi modo di conoscere il modo di fare dei gendarmi monegaschi; avevamo parcheggiato l'auto nei pressi del casinò, perchè era lì vicino che c'era la sala stampa per ritirare i pass; quando tornammo alla nostra auto, la trovammo bloccata da un auto in seconda fila; aspettammo un po', ma non arrivava nessuno, provammo a chiedere in qualche negozio e in una banca, ma il proprietario non c'era; avevamo fretta, vedemmo un gendarme, lo chiamammo e gli spiegammo la situazione; il gendarme si scusò per l'inconveniente, disse che aveva già chiamato il carro attrezzi e mentre ci parlava prese fuori dalla tasca “un ferro” con il quale forzò la portiera dell'auto e l'aprì; nel frattempo arrivò il carro attrezzi e... anche il proprietario che si scusava; il gendarme non lo degnò di uno sguardo, gli consegnò un foglio dicendo che l'auto era sequestrata e che la data “dell'udienza” in tribunale gli sarebbe stata comunicata in seguito.
Tornai molte volte a Montecarlo sia per il rally che per il Gran Premio; giuro che non ho mai parcheggiato in zona vietata, neppure per un attimo; mi credete vero?
Quel primo Rally di Montecarlo fu uno dei più freddi e innevati fra i tanti che seguii negli anni successivi.
Ricordo la 1a PS tutta notturna con oltre 250 vetture fotografate appollaiato sopra un cumulo di neve; ricordo un passaggio in una delle PS più famose, quella del Burzet, con un freddo glaciale; ricordo la mia prima notte sul mitico Col de Turini.
Infine ricordo l'arrivo lungo una stradina laterale in un paesino all'interno di una PS, dove Speedy ricordava esserci un passaggio molto caratteristico, essendoci stato negli anni precedenti; sapeva che c'era una tipica stradina francese per arrivarci, stettissima (se si incrociava un'altra vettura, una delle due doveva fare retromarcia); la stradina arrivava nel paesino con una discesa ripidissima che... era una lastra di ghiaccio.
Speedy fu fantastico e riusci ad arrivare in paese lavorando con sterzo e freno a mano; dovemmo però aspettare il transito di tutte le vetture perché risalire era impossibile; quando non si montava la testa era un pilota eccezionale; imparai molto da lui, tanto che negli ultimi anni spesso i nuovi collaboratori che venivano in auto con me mi chiedevano se avevo... fatto delle gare.
Per i più giovani che seguono i rally attuali è bene fare una precisazione; i rally di allora avevano molte più prove speciali; si era sempre sopra la trentina e il Rally di Montecarlo aveva inoltre trasferimenti lunghissimi; ogni giorno si facevano centinaia di chilometri fotografando tra le 4 e le 5 PS; era pericolosissimo e il pericolo era molto maggiore in questi trasferimenti che quando si fotografa lungo le PS.
Anche in Francia a quei tempi i limiti di velocità erano più che altro teorici e tutti coloro che seguivano il rally dai piloti in trasferimento, alle assistenze, ai fotografi, agli appassionati facevano una gara nella gara.
Negli anni successivi il Montecarlo cambiò piano piano visionomia, abbandonando infine la snervante tappa di concentramento dalle varie città europee; negli ultimi anni in cui questa usanza sopravvisse la partenza italiana fu a Sestriere e noi andavamo sempre lì per avere le foto degli equipaggi Lancia e degli italiani; il luogo in cui si concentravano le vetture variava di anno in anno, mi ricordo di essere stato a Valence, una volta addirittura a St. Etienne, altre volte a Montecarlo stessa.
Di anno in anno il percorso cambiava, ma le PS erano più o meno sempre le stesse, un anno ne mancavano alcune, altri anni altre; dovete sapere che già in quegli anni c'erano comuni che pagavano perché il rally passasse sulle loro strade perché venivano pubblicizzati ed altri viceversa, a volte per ragioni politiche, che non davano i permessi; il percorso era “mercanteggiato” ogni anno.
Il 1983 fu il nostro primo Montecarlo da titolari di Agenzia ed essendo nati appena tre mesi prima eravamo nella più totale confusione.
Non avevamo ancora capito come potere fare un servizio commerciale remunerativo non avendo un nostro laboratorio; erano i tempi in cui erano nate e si sviluppavano le TV locali; ancora i diritti per le riprese in un rally non si pagavano; con un amico che aveva una telecamera provammo a fare oltre alle foto anche delle riprese; aggiungemmo al Rally di Montecarlo anche le riprese ad una gara di motocross a Montevarchi e, se non ricordo male, una gara su ghiaccio.
Proponemmo il tutto ad uno studio di Milano; l'idea piacque, ma non andò mai in porto perché loro già sapevano che in pochi anni si sarebbero dovuti pagare diritti elevati e non avevano intenzione di occuparsene e noi eravamo troppo inesperti.
I primi anni viaggiavamo nella massima economia e non pensavamo mai a prenotare alberghi, finché, mi sembra nel 1985, insieme a Fox una sera non trovammo dove dormire e passammo la notte in macchina con la temperatura sotto zero.
Una volta, nella zona del Burzet, l'agenzia che si occupava di prenotaci le camere, non riusci a trovare nulla; eravamo in amicizia con un fotografo torinese che lavorava per la Lancia; lo chiamai e disse che aveva trovato una locanda e che avrebbe chiesto se avevano ancora una camera libera; ci rispose affermativamente dandoci l'indirizzo; quella notte io e Fox arrivammo sul posto verso le 22,00; c'era molta neve; passamo davanti alla locanda senza accorgercene (non c'era alcuna luce accesa); quando capimmo di essere andati oltre tornammo indietro e la trovammo notando l'auto del nostro collega, ci avvicinammo alla porta e notammo che era aperta; su un banco che fungeva da reception, c'era una luce accesa con una chiave e un foglio che diceva: “Ben arrivato signor ..., questa è la chiave della camera; troverete in camera una cena fredda con le specialità locali; speriamo sia di vostro gradimento, buona notte a domani.”
Una volta riuscimmo ad avere una camera per la parte finale del rally di fronte alla chicane che c'è all'uscta del tunnel del circuito di F1, un'altra volta in uno degli alberghi sul Col de Turini; ci arrivammo il giorno prima della classica notte.
L'albergo era un classico rifugio di montagna; alla sera mangiammo benissimo, il giorno dopo a pranzo i prezzi erano raddoppiati e la scelta dimezzata, alla sera... rinunciammo a cenare.
In tutti i rally si cercavano i passaggi più spettacolari o caratteristici; al Montecarlo l'imperativo era la neve; era un'ossessione; anche se il rally era completamente “asciutto”, giornali e sponsor volevano, se possibile, la foto con la neve; in certi anni continuavamo a chiedere a chiunque se sapeva che da qualche parte ce ne fosse un po'; bastava un piccolo tratto di poche centinaia di metri, dove quasi sempre le vetture, non avendo le gomme adatte, passavano a passo d'uomo e spesso prendevamo delle solenni fregature, ma anche questo era il Montecarlo.
A volte, soprattutto nei prima anni, quando avevo meno esperienza, rimasi bloccato da mega ingorghi, perdendo anche mezze giornate; in Francia, un po' come in Italia, il pubblico era molto indisciplinato nel parcheggiare in prossimità delle PS e a volte, arrivando all'ultimo momento lasciava l'auto dove gli capitava; una volta arrivai in un bellissimo passaggio innevato; evidentemente molti, troppi, avevano saputo che in quella PS era caduta molta neve; la strada di accesso a metà PS era stata liberata, ma i cumuli di neve ai lati avevano dimezzato la sede stradale; dall'ora di pranzo riuscimmo a ripartire verso sera ed io avevo appuntamento con Fox che doveva riportare i primi rulli in Italia; non avevo modo di avvertirlo; i telefonini ancora non esistevano e l'appuntamento era ad un bivio; solo quando riuscii a ripartire e scendere al primo paese trovai un telefono col quale avvertii in Italia, sperando che lui avesse la stessa idea e la ebbe.
Un altro clamorodo ingorgo mi capitò all'Alpe D'Huez, l'anno successivo alla morte di Toivonen; c'era la prima PS innevata ed essendo di domenica mezza Francia si era riversata in quel tratto conometrato; dovevamo fare tornare i rulli della prima PS in Italia, dato che il giorno dopo usciva Autosprint; quella volta non ci riuscimmo.
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  #80  
Vecchio 10-01-2012, 20:59
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ciao continuerai nei tuoi racconti prima o poi? Buon anno!
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  #81  
Vecchio 10-01-2012, 21:40
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Continuerò, tranquillo, ma dovete avere pazienza
In questo periodo sono un po' "incasinato" e non mi rimane mai il tempo necessario
Il bello deve ancora venire...
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  #82  
Vecchio 30-04-2012, 18:10
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Predefinito Rieccomi

Credo di avere trovato un compromesso per riprendere il racconto
Non avendo il tempo per pubblicare capitoli interi, pur seguendo il filo conduttore tenuto finora, racconterò inserendo man mano episodi brevi.
Riprenderò da dove mi ero fermato; ancora qualche giorno... fatemi finire il viaggio che sto facendo.
A presto
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  #83  
Vecchio 01-05-2012, 19:58
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Predefinito Rally di Montecarlo

Riprendo da dove mi ero fermato, ancora con il Rally di Montecarlo, perché i ricordi sono tantissimi.
I primi anni cercavamo sempre foto originali e diverse e anche per il Montecarlo uno di noi andavaa fare le "ricognizioni" per scoprire posti nuovi dove fotografare; erano viaggi in cui si facevano anche foto da vendere ai giornali, perché in quegli anni nelle settimane che precedevano la gara i piloti, sia ufficiali che privati, provavano in continuazione le prove e dato che il Montecarlo era la prima gara...
Un anno Speedy tornò dicendo che aveva trovato un salto eccezionale all'interno di una PS, però occorreva restare dentro a aspettare il passaggio di tutti i concorrenti.
Quell'anno facemmo li rally tutti insieme, io, Speedy e Fox; quando arrivammo sul punto, Speedy, che si riteneva sempre il migliore, disse che la foto l'avrebbe fatta lui; Fox non ne volle sapere ed alla fine restarono entrambi sul posto facendo un frontale e un laterale; entrambe le serie di foto furono bellissime.
Un anno nella zona del Burzet, si fermò non lontano da me una Audi Quattro (non chiedetemi qual'era equipaggio, non lo ricordo) e i due piloti scesero per cambiare gli pneumatici; io ero abbastanza vicino, ma causa la neve e il pubblico non riuscivo ad avvicinarmi; montai il 300mm e riuscii a fare delle foto incredibili, che ebbero un gran successo e furono pubblicate da molti giornali.
Un'altra volta volta fui io a trovare un salto che nessuno conosceva; era vicino ad un bivio molto conosciuto; c'erano moltissimi fotografi ed io piano piano mi allontanai per andare a prendere posizione senza che gli altri se ne accorgessero; purtroppo nella prova precedente Alex Fiorio uscì di strada uccidendo due spettatori e la prova fu annullata! negli anni successivi quel passaggio non ci fu più e il salto rimase solo nella mia mente.

Ultima modifica di goldsun; 01-05-2012 alle 20:01
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  #84  
Vecchio 01-05-2012, 21:23
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Scusate la presunzione, ma mi rimetto in rilievo
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  #85  
Vecchio 01-05-2012, 21:29
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Originariamente Scritto da goldsun Visualizza Messaggio
Scusate la presunzione, ma mi rimetto in rilievo
Ihihih
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  #86  
Vecchio 01-05-2012, 21:44
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Predefinito Rally Montecarlo

Due erano gli "incubi" del Montecarlo.
Il Turini e l'arrivo
La strada per il Turini veniva chiusa con largo anticipo; i fotografi accreditati, che quindi avevano la targa stampa potevano salire lungo il percorso di gara fino a 2 ore prima del primo passaggio (il numero dei passaggi variava, potevano essere due o anche tre); il problema era dove parcheggiare una volta in cima!
Con l'esperienza imparai di scendere per la strada lungo la quale sarei tornato fin che le auto parcheggiate erano finite (circa due o tre chilometri e poi risalire a piedi); da quella strada, che per gli spettatori era già chiusa, non sarebbe più salito nessuno e non c'era pericolo di restare bloccati.
Come minimo si facevano due passaggi uno di giorno e uno di notte; erano sempre foto spettacolari e se la neve non c'era ci pensavano gli spettatori...
Un anno non ricordo come e perché riuscimmo ad avere una camera in uno degli hotel sul colle; ci arrivammo il giorno prima al termine della tappa che si concludeva a Montecarlo prima dell'ultima notte.
Ricordo che la sera del venerdì mangiammo benissimo, spendendo pochissimo, il sabato a pranzo il menù si era dimezzato e i prezzi raddoppiati... alla sera rinunciammo
L'arrivo era un vero caos; la FIA non aveva ancora preso la gestione e ogni organizzatore faceva come voleva; c'era una tribuna per i fotografi presidiata da "feroci" gendarmi, ma i posti erano limitati in considerazione del numero di fotografi sempre presenti; occorreva andare lì con larghissimo anticipo (non meno di due o tre ore); i gendarmi non facevano avvicinare nessuno se non aveva il pass; il problema era che nel momento che la vettura dei vincitori saliva sul palco... si dileguavano ed era un caos indescrivible. mors tua vita mea.

Ultima modifica di goldsun; 01-05-2012 alle 21:50
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  #87  
Vecchio 01-05-2012, 22:09
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Predefinito Gran Premio di Monaco

Mentre per il rally già dal primno anno in cui richiedemmo il pass come agenzia gli organizzatori ci diedero tutto il necessario, Pass, targhe Auto, Road Book..., per il Gran Premio di Monaco fu tutta un'altra storia.
Nel 1983 facemmo la prima richiesta di un pass; la risposta fu negativa; lo immaginavamo e non insistemmo.
L'anno successivo rifacemmo la richiesta ed ancora la risposta fu no!!
Scrissi all'AC Monaco (la FIA ancora non centrava nulla) dicendo che oltre al GP di F1 c'erano molte gare di contorno (F3, Renault) per le quali fornivamo i giornali e che per noi era importante potere fotografare (inviai anche le copie del pubblicato).
La settimana prima della gara risposero che avrebbero dato un pass, senza validità ovviamente per la pit lane, e che sarebbe scaduto nella mattinata della domenica; non avrei quindi potuto entrare in pista per il GP F1.
Accettai e andai a Montecarlo; le limitazioni erano alla fine di più perché già allora in certi posti si poteva andare con pass permanente (non FIA che non esistevano ancora, ma di un'altra organizzazione fotografica), comunque riuscii a fare le foto necessarie ed anche andare nella pit lane per le gare minori con pass imprestato da colleghi.
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  #88  
Vecchio 03-05-2012, 09:49
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Predefinito GP Monaco

Ho sempre ritenuto il GP di Monaco una gara assurda, ma "fotograficamente" me ne innamorai.
Ogni anno che andavo riuscivo a scoprire qualche nuova inquadratura, ma quanti rischi!
Se ora guardate il GP per TV vedrete che, oltre ai solidissimi guard rail, ci sono reti per trattenere eventuali "pezzi" volanti; negli anni 80/90 non era così; esisteva solo il guard rail e con il pass potevi praticamente girare per tutta la pista con le auto che ti sfrecciavano a pochi centimetri, anche sotto il tunnel dove l'unica limitazione era che non ti potevi fermare più di giro!
Si lavorava benisimo; i commissari, molti dei quali italiani, ti lasciavano fare tutto quello che il pass permetteva senza ostacolarti; girare per il circuito non era semplice ed ogni anno scoprivo nuovi passaggi "segreti" che permettevano di arrivare rapidamente in posti dove altrimenti ci si sarebbe arrivati perdendo molto tempo.
Dopo i primi anni ero diventato bravissimo; conoscendo i giusti interlocutori mi spostavo attraverso cortili, usavo ascensori anche privati...
Era una trasferta lunga perché si arrivava il mercoledì, dato che come adesso le prime prove erano il giovedì.
Nei prima anni cambiai molti alberghi, mai a Montecarlo ovviamente, ma nei paesi vicini, poi verso la fine degli anni 80, trovammo un albergo ristorante a Mentone dal quale non ci spostammo più.
Quell'anno avevo già trovato nella cittadina di confine un albergo insieme ad un mio collaboratore ed altri fotografi; una sera incontriamo quel fotografo cui facemmo lo scherzo a Jerez (se non lo ricordate andate a rileggere ) che ci disse che lui conosceva un ristorante, che aveva anche camere, dove si mangiava benissimo; quella sera avrebbe mangiato lì e ci sarebero stati molti altri fotografi e giornalisti.
Alla sera ci presentammo al ristorante; la tavolata sarà stata di una ventina di persone.
Quando prendemmo posto io capitai di fronte ad un anziano giornalista di Bologna, Ezio Pirazzini; non seguiva tutti i gran premi, solo quelli più vicini; era un tipo "unico" sempre in giacca con il farfallino; a me stava cordialmente antipatico perché, ogni volta che lo incontravo, lo salutavo sempre e lui non rispondeva mai.
Era ovvio io sapevo chi era, lui non mi conosceva e, se nell'ambiente, uno saluta tutti... impazzisce.
Arivò Martino, il gestore del ristorante, per le ordinazioni ed io quando sentii che c'era la "tartare" (la carne cruda) la ordinai.
Pirazzini, che ancora non mi aveva rivolto la parola, mi guardò e disse "a me fa schifo vedere mangiare la carme cruda" ed io "Può sempre cambiare posto"
Bene questo fu l'inizio; fu una serata divertentissima; in pochi minuti io e Pirazzini diventammo amici; lui era di una simpati unica ed ogni volta che ci incontravamo non perdavamo occasione per fare quattro chiacchere... non sempre molto serie!
Negli anni successivi quell'hotel ristorante fu la nostra base per il GP di Monaco
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  #89  
Vecchio 04-05-2012, 18:53
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Predefinito GP Monaco

Come tutti sanno i commissari di Monaco sono efficientissimi e lo erano già a miei tempi.
Erano e sono tuttora organizzati in stile militare con i gradi e mostrine di diverso colore a seconda dell'incarico; ci sono gli sbandieratori, coloro che intervengono in pista ecc. ecc.; ognuno ha un preciso incarico.
Alla stessa postazione ci sono sempre gli stessi; in questo modo si specializzano sempre più e l'efficienza aumenta.
Ovviamente alla prima curva, Sainte Devote, c'erano i migliori in assoluto; il capo era un omone di nome Serra; erano già anni che lo incontravo, ma nel 1990 o 91 ebbi occasione di conoscerlo ancora meglio perché fece un servizio sulla sua postazione; come mangiavano, come dormivano che turni fascevano...
Come già detto in quegli anni nel circuito non c'erano reti e non c'erano neppure alla partenza davanti alla tribunetta riservata a noi fotografi; se una vettura fosse decollata su un'altra o qualche pezzo fosse volato via ci sarebbe arrivato nei denti.
Il buon Serra che controllava assiduamente che nessuno, senza autorizzazione si introfulasse (nei minuti precedenti la partenza controllava tutti i pass varie volte), poco prima del via veniva sotto di noi ci faceva il segno della croce! e noi a toccarci i cosiddetti e tutto il ferro a portata di mano.
Fotografare nella Pit Lane era demenziale; non c'erano ancora i nuovi box (le auto venivano portate solo per la gara), i fotografi autorizzati erano drasticamente ridotti di numero, ma la confusione era comunque tanta per il semplice fatto che non c'era posto e si rischiava moltissimo.
In gara una delle foto più belle che di solito andavo a fare poco dopo la partenza era nella salita che porta al casinò; anche qui niente reti con le auto che sfrecciavano e pochi centimetri, ma che belle foto!
Due erano i posti dove non si andava mai durante la gara: l'interno della Rascasse e quello del Louvre; il motivo era che da lì non si poteva venire via; ci si andava pertanto in prova e si restava fin che il turno era finito.
Altri due posti fotograficamente molti belli e, guarda caso molto rischiosi, la cuva del Mirabeau e quella del Tabaccaio con successiva prima chicane della piscina.

Ultima modifica di goldsun; 04-05-2012 alle 18:58
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  #90  
Vecchio 07-05-2012, 16:50
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Predefinito Inghilterra - RAC Rally

Al RAC Rally, così si chiamava il rally d'Inghilterra valevole per il Mondiale, ci andai la prima volta nel 1981, come al solito in auto e, sempre come al solito, con Speedy.
Anche questa fu una trasferta allucinante dovendo attraversare in novembre, tutta la Francia, prendere il traghetto ed infine risalire un bel pezzo di Inghilterra per arrivare al luogo in cui quell'anno si disputava la gara, che all'epoca cambiava sede quasi ogni anno.
Con me e Speedy c'era, come ormai avrete immaginato, un collaboratore per la parte commerciale del servizio, che veniva fatto solo ai piloti "non inglesi" perché in Inghilterra non si poteva spedire in contrassegno.
Per tradizione la gara partiva il sabato con le famose Mickey Mouse Stages brevissime prove speciali all'interno di parchi cittadini; alla domenica c'erano invece altre PS (più lunghe) ricavate in parchi di castelli o residenze private.
Tutto questo per favorire la presenza del pubblico che "pagava" per assistere alle prove speciali.
Infine al lunedì il rally si spostava nelle foreste, molte delle quali chiuse al pubblico.
Visivamente il rally fu una grande delusione!
I piloti a quei tempi erano abituati a provare e riprovare le PS un'infinità di volte; al RAC era vietato; le prove erano segrete; i piloti si arrangiavano con le note dell'anno prima... sperando che ai vari incroci il percorso prendesse la stessa direzione e così le auto sembravano ferme rispetto a come eravamo abituati a vederle.
Rispetto agli altri viaggi avventurosi di quel primo anno nel mondiale rally, il vantaggio fu che potemmo fare un ritorno relativamente tranquillo, perché, terminando la gara il lunedì sera, Autosprint pubblicava il servizio la settimana successiva.
Ovviamente, salvo qualche tratto in Francia, Speedy non cedette mai la guida, moderando però la velocità un po' per la guida a sinistra e un po' perché in Inghilterra i limiti di velocità erano già "tassativi".
In compenso una volta arrivati alle PS, mantre gli spettatori "paganti" dovevano spesso fare parecchia strada a piedi noi trovavamo sempre un comodo parcheggio riservato e i marshall ci permettevano di fotografare il libertà spesso dandosi addirittura da fare per tenere lontano il pubblico!!
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