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  #16  
Vecchio 20-12-2009, 17:28
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Allora le spedivate via posta? Ma non si rischiava di perderle?
Per posta.. mai!!! o si portavano o si spedivano per corriere; dipendeva dall'urgenza.
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  #17  
Vecchio 21-12-2009, 19:49
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Predefinito Capitolo 2

Capitolo 2
Le gare in Italia (Piemonte2a parte)

Dentro di me la decisione di diventare fotografo per potere seguire le corse motoristiche in modo più diretto l'avevo già presa, ora si trattava di imparare tutto quello che serviva, cosa che non poteva avvenire dall'oggi al domani; inoltre avevo bisogno dell'attrezzatura fotografica.
La settimana successiva mi mandarono insieme a due giovanissimi collaboratori al rally delle Valli Pinerolesi (pertanto ancora Piemonte); i due ragazzi giovanissimi, erano bravi fotografi, avevano una discreta attrezzatura, ma erano assolutamente inesperti per quanto riguarda le gare automobilistiche che avevano cominciato a seguire da pochi mesi.
Tutte le indicazioni su dove andare a ritirare i pass, i famosi indirizzi, i rulli, il denaro venne dato a me; io avevo 30 anni; in pratica avevano capito che, pur senza esperienza fotografica, ero affidabile per guidare questi ragazzi in un servizio fotografico.
Ricordo che i due giovani (uno era di Bologna, l'altro di Imola e continuarono a collaborare per almeno tre anni) non tentarono neppure di guidare l'auto, lasciando a me il compito, in quanto, non avendomi mai visto prima, credevano che io fossi uno dei fotografi più anziani ed esperti!!!
Durante il viaggio parlammo di corse e immagino pensassero che io le avessi seguite come inviato dell'agenzia; ricordo la loro meraviglia, quando prima della gara, distribuendo i rulli, mi tenni il bianco nero, che usavano di solito i principianti o i meno affidabili e consegnai loro i rulli di negativo colore.
Dopo questa gara l'agenzia cominciò a rendersi conto che non avevo mentito quando avevo detto di non capire assolutamente niente di fotografia.
Il rally era notturno, facemmo due passaggi, le mie foto non furono bellissime come la prima volta, ma appena passabili.
Questo tuttavia non fece ricredere né me, né loro, anzi programmammo subito come fare per l'attrezzatura.
Quando un collaboratore faceva un servizio fotografico, era spesato di vitto ed eventuale alloggio, anche se ovviamente i titolari erano molto attenti a quanto si spendeva; per ogni gara davano un compenso che nel 1980 mi sembra fosse di circa £ 30.000 per gara (se il servizio per una gara durava più giorni ovviamente venivano pagati più giorni).
Proposero di comprarmi loro l'attrezzatura base (almeno due corpi macchina con motore e alcuni obiettivi) che avrebbero scalato dal mio compenso e accettai.
Uno dei due titolari era fanatico della Minolta e così queste furono le mie prime macchine fotografiche; erano buone, ma non professionali, anche perché non esistevano proprio gli obiettivi necessari per la pista.
Restai fedele alla Minolta, fino a quando, alla fine del 1982, mi misi in proprio fondando assieme ad altri due collaboratori una mia agenzia e passai alla Canon.
La scelta di Canon fu dovuta principalmente all'assistenza che in quegli anni veniva data ai fotografi professionisti; in Italia la sede era a Verona, comoda da raggiungere da Bologna; nelle condizioni in cui si lavorava, camere e obiettivi avevano spesso necessità di revisioni o riparazioni; erano tutte gratuite e nel caso la riparazione si prolungasse per settimane ci veniva dato in prestito un pezzo analogo, inoltre nei Gran Premi di Formula 1 era sempre presente l'assistenza ufficiale che riparava o imprestava camere o obiettivi; in queso modo potevamo evitare di portare con noi sia un 300mm che un 500mm, che in aereo creavano problemi come bagaglio a mano; ne portavamo uno e l'altro lo prendevamo in prestito sul posto.
D'ora in aventi chiamerò Speedy e Fox coloro che diventeranno i miei due soci... capirete pian piano il perché.
Continuando con le gare in Piemonte, tre le manifestazioni in provincia di Cuneo.
Una gran bella gara dove andai varie volte fu il Rally di Limone Piemonte; avevamo un collaboratore che abitava a San Damiano d'Asti e conosceva tutte le strade della zona e tutte le migliori trattorie; comincerete a capire che, se solo era possibile, la buona tavola era fondamentale.
Dopo i primi anni il rally divenne famoso tra noi fotografi per un salto incredibile che si trovava in una PS che costeggiava la strada che da Borgo San Dalmazzo va in Francia; si parcheggiava sulla statale e si arrivava a piedi in questo salto che si generava all'incrocio perpendicolare di due strette stradine asfaltate.
Un anno partii da solo da Bologna, passai a prendere questo collaboratore a casa sua, dove mi fermai a pranzare e poi partimmo per Limone; all'improvviso mi venne un dubbio: “Avevo preso i rulli?” Bloccai la macchina, nulla; li avevo lasciati a Bologna (fu l'unica volta che mi capirò).
Ci fermammo al primo negozio che trovammo in un paese, ma ovviamente il prezzo era più del doppio di quello che noi pagavamo al rappresentante della Fuji.
Il Ruota d'Oro era un rally nazionale che partiva proprio da Cuneo; ci andai il primo anno della mia attività fotografica e al ristorante, prima di recarci sul percorso a fotografare conobbi di persona un giovane pilota simpaticissimo, che ogni volta che avevo visto guidare in una PS, mi aveva entusiasmato per i numeri che faceva; il giovane, che ancora correva da privato con una Opel Ascona, era Miki Biasion.
Sempre nei primi mesi da collaboratore con l'agenzia fotografica ricordo il 100.000 Trabucchi un rally all'epoca molto importante, valido per il campionato italiano assoluto che aveva come sede Saluzzo; ricordo questa gara per due motivi.
Uno è simpatico; ci andammo in cinque tra cui uno dei due titolari dell'agenzia, il fratello di quello con cui andai al rally dei Rododendri; il rally partiva verso sera; dopo avere visionato la PS e stabilito i luoghi dove ci saremmo appostati per fotografare convincemmo il titolare ad andare a mangiare in un ristorante che era a poca distanza; lui non era molto convinto e lo fu ancora di meno quando entrammo; camerieri in giacca nera e guanti bianchi... un ristorante di lusso; mangiammo bene e al termine, mentre lui pagava il conto, uscimmo e lo aspettammo in auto, scommettendo fra di noi a quanto sarebbe ammontato il conto e... quanto si sarebbe arrabbbiato; con nostra sorpresa arrivò in macchina sorridente; credevamo che fosse talmente arrabbiato da volerci prendere in giro, invece ci fece vedere la fattura; non ricordo la cifra esatta, ma anche per quegli anni era bassissima circa £ 60.000.
L'altro motivo è tecnico: feci una delle mie serie fotografiche più belle in assoluto, ma anche delle più rischiose; quando arrivammo in PS iniziò a “diluviare”; io ero all'interno di una inversione in discesa stracolma di gente e non sapevo dove mettermi perché non c'era posto.
Feci quasi tutte le foto dal mezzo della strada tenedo macchina e flash con una mano e ombrello con l'altra; scattavo e saltavo indietro per non farmi investire. pregando ogni volta che il pilota non perdesse il controllo delle sua vettura; a quei tempi le vetture erano quasi tutte a trazione posteriore e scodavano molto soprattutto con l'acqua che veniva giù.
La gara si svolse il sabato sera, rientrammo a Bologna; io il giorno successivo andai a seguire un'altra gara; quando alla domenica sera rientrai trovai il titolare con un sorriso da orecchio a orecchio e tutta la mia serie stampata sul tavolo; tutte le vetture in controsterzo, con l'acqua evidenziata dai fari e lo sfondo con il pubblico che esultava ad ogni passaggio; erano meravigliose.

Ultima modifica di goldsun; 21-12-2009 alle 19:58
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  #18  
Vecchio 21-12-2009, 21:41
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Hai qualche foto di queste da postare? Magari qualche foto di alcuni dettagli dei paddock, sarebbero belle
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  #19  
Vecchio 22-12-2009, 17:06
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Hai qualche foto di queste da postare? Magari qualche foto di alcuni dettagli dei paddock, sarebbero belle
Purtroppo, quando smisi per problemi di salute, ero talmente inc... che diedi via tutto; ora mi pento ma non si può tornare indietro.
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  #20  
Vecchio 24-12-2009, 16:25
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No, questo è veramente un peccato! Ma ti rendi conto che probabilmente hai dato via un piccolo "patrimonio"? Non tanto per valore in sé, quanto per la ragione che ciò possa esserlo agli occhi di un appassionato.
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  #21  
Vecchio 24-12-2009, 19:01
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No, questo è veramente un peccato! Ma ti rendi conto che probabilmente hai dato via un piccolo "patrimonio"? Non tanto per valore in sé, quanto per la ragione che ciò possa esserlo agli occhi di un appassionato.
Mi rendo conto, eccome, ma la fesseria l'ho fatta e non posso rimediare.
Però... non ricordarmelo più, che ogni volta che qualcuno me lo fa tornare in mente... sto male.
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  #22  
Vecchio 29-12-2009, 19:34
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Predefinito Capitolo 3

Capitolo 3
Le gare in Italia (Piemobnte 3a parte)

Da Torino nei primi anni '80 partiva il Giro d'Italia automobilistico che toccava gli autodromi allora esistenti e cioè Monza, Varano, Imola, Misano, Mugello, Magione e Vallelunga con l'aggiunta di prove speciali sulle strade di gare in salita o PS di rally dal Piemonte al Lazio.
Seguii il Giro d'Italia due anni, ambedue le volte insieme ad un altro collaboratore; ero ancora all'inizio per cui io andavo più che altro nelle PS tipo rally; ogni notte si rientrava a Bologna, dove i titolari dell'agenzia stampavano le foto e il giorno seguente andavano negli autodromi cercando di venderne già una parte.
Due i ricordi più vivi nella mia memoria.
Il primo riguarda uno dei maggiori rischi alla mia incolumità fisica; la gara partiva da Torino verso sera e, ovviamente ci recammo alla prima PS, perché dovevamo avere almeno qualche foto di ogni partecipante; visionata la PS ci accorgemmo che non c'erano molti “bei” posti dove fotografare, soprattutto perché si era di notte, per cui scegliemmo le prime due curve.
Io mi appostai all'esterno di un tornantone sinistro in un prato con un piccolo fosso che mi divideva dalla sede stradale; mi rendevo conto che non era un posto “molto sicuro”, ma confidavo nel fatto che si trattava di un Giro d'Italia e mi dicevo: “Non tireranno alla morte alla prima PS”.
Passarono le prime vetture e in effetti mi stavo convincendo di avere ragione, finché partì un'Alfa GTV (io ero a circa 500 metri dalla partenza); la sentii partire con il pilota che accelerava come un disperato come se dovesse fare una gara di accelerazione tipo dragster; quando arrivò alla curva si attaccò ai freni bloccando le ruote; l'auto venne dritta verso di me e me la vidi veramente brutta; feci, contro ogni logica, un balzo in avanti, che mi permise di saltare sopra il muso della macchina che si abbassava nel fossato; atterrai sulla strada con il dorso della macchina fotografica... “aperto”; lo chiusi, cambiai il rullo, pensando che le foto fatte avessero preso luce, invece era talmente buio che quando furono sviluppate non avevano subito danni... come me.
Il Giro d'Italia si svolgeva a fine stagione, a novembre inoltrato; una sera tornando dal Lazio, sul valico dell'autostrada del Sole, tra Firenze e Bologna, iniziò a nevicare e rimanemmo bloccati, a causa di un camion che si era messo di traverso; sfortunatamente ci eravamo fermati all'interno di una galleria, pertanto non potevamo tenere acceso il motore e in poco tempo il freddo si fece intenso; restammo fermi per almeno 4 o 5 ore; eravamo ancora nel tratto in salita e quando i soccorsi liberarono la sede sradale dal camion, nessun automezzo riusciva a ripartire causa il ghiaccio che si era formato; rimanemmo lì fino al mattino.
Non esistevano i telefonini e quando riuscimmo a dare nostre notizie erano tutti preoccupatissimi; inutile vi dica che arrivati a Bologna consegnammo i rulli e ripartimmo immediatamente.
Sestriere fu una delle località dove andai più spesso; vi parlerò in seguito delle partenze del Rally di Montecarlo, quando ancora le vetture partivano da varie località europee per ricongiungersi alla fine ed iniziare il rally vero e proprio; ora vi dirò di altre tre manifestazioni che avevano sede nella famosa località sciistica, il Rally del Sestriere, la gara in salita Cesana – Sestriere e la 24 Ore su ghiaccio.
Il rally ebbe anni di fama, anche se, ad essere sincero, non mi piaceva molto; era una di quelle gare, come lo stesso Rally di Montecarlo o il rally della Val d'Aosta o il rally del Ciocco, dove la scelta delle PS in cui fare le foto era condizionata dalla presenza delle neve, nel senso che se c'era anche solo un piccolo tratto innevato, sia i giornali che i piloti volevano quelle foto per cui bisognava organizzarsi di conseguenza.
La gara su ghiaccio si chiamava 24 Ore, ma era solo per attirare l'attenzione; era la manifestazione che durava 24 ore, non la gara; si disputavano varie manche in una pista ghiacciata con le vetture suddivise in varie categorie; tra le varie gare su ghiaccio era la più famosa perché gli organizzatori spesso riuscivano ad avere alla partenza equipaggi ufficiali della Lancia con le 037.
La gara in salita era una delle più famose ed era tornata a disputarsi dopo alcuni anni di sospensione; il pilota più famoso a quei tempi era Mauro Nesti, un vero professionista, già in là con gli anni; era l'unico pilota che veniva “ingaggiato” perché per un organizzatore avere Nesti al via era un biglietto da visita necessario per sponsor e pubblico.
Conoscevo bene Nesti, un “toscanaccio” dalla battuta pronta, simpaticissimo, con il difetto di non comprare mai una foto; erano già almeno 25 anni che correva e le foto le prendeva solo se... gliele regalavano; come detto era un professionista scrupolosissimo; nei giorni delle verifiche e delle prove lo si incontrava spesso mentre percorreva il tracciato con la sua Golf GTI, fermandosi ad ogni curva, scendendo dalla vettura e controllando ogni minimo particolare dell'asfalto in modo quasi maniacale.
Durante le verifiche alcuni piloti mi dissero che a metà percorso c'era un avvallamento, dovuto ad una frana e che i più forti avrebbero saltato; non ci volevo credere perché mi sembrava impossibile che avessero dato i permessi con un simile problema; ovviamente andai a controllare ed in effetti era possibile saltare, ma quanti lo avrebbero fatto?
Nelle salite (credo anche oggi) le vetture fanno una salita di prova e la gara tranne i prototipi che fanno due salite di prova; decisi di rischiare; Nesti correva con un prototipo Osella.
Dei circa 150 concorrenti saltarono una quarantina di vetture e Nesti era tra questi; tutte quattro le ruote ben alzate da terra; gli mandai dei provini con un biglietto che diceva: “Voglio vedere se hai il coraggio di non ordinare questa foto”.
Mi chiamò dopo due giorni e in toscano disse; “sono mica grullo, certo che la voglio; mi fai 10 poster 70x100 e 200 cartoline con la data della gara, il mio piazzamento (ovviamente aveva fatto l'assoluto) e il modello dell'auto”
Il mese dopo rifece l'ordine.
Sestriere è legato anche al ricordo di un premio ricevuto da uno sponsor di una rivista piemontese; io e Fox fummo invitati per ritiraralo in un lussuoso albergo della località piemontese; il giorno dopo si disputava una manifestazione di auto storiche, la Montecarlo – Sestriere e così avevamo deciso abbinare le due cose; alla sera ci consegnarono il premio, dopo di che andammo a dormire per alzarci presto la mattina seguente con l'intenzione di andare a fotografare le auto d'epoca nella zona del colle di Tenda; quando ci svegliammo, ci accorgemmo che era nevicato per tutta la notte; non ci perdemmo d'animo, liberammo l'auto e ci dirigemmo verso il luogo stabilito; furono delle foto molto belle.
Poco prima di Sestriere, arrivando da Pinerolo, c'è Pragelato dove si svolgevano, e si svolgono tuttora, delle gare sul ghiaccio; ci andai varie volte; erano manifestazioni di minore importanza con prove al mattino e gare al pomeriggio e sempre... con un freddo glaciale.
A volte mi capitò di fare andata e ritorno da Bologna nello stesso giorno; altre volte partivo il giorno prima e dormivo in uno dei paesi che si trovavano a valle subito dopo Pinerolo; fu a Pragelato che per ben due volte il gasolio dell'auto si ghiacciò e non fu un'impresa facile riuscire a fare ripartire l'auto.
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  #23  
Vecchio 30-12-2009, 10:53
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Spettacolari le foto delle auto con le ruote in aria
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  #24  
Vecchio 31-12-2009, 10:21
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Non ci hai scritto che premio ti hanno dato a Sestriere!

Scusa la curiosità
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  #25  
Vecchio 31-12-2009, 16:35
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Non ci hai scritto che premio ti hanno dato a Sestriere!

Scusa la curiosità
Fu un premio in denaro di 3 milioni di lire; credo fosse il 1984, eravamo ancora agli inizi con la nostra agenzia e ci fecero molto comodo.
Fu l'unico premio in denaro che ricevemmo; per il resto ci furono coppe, targhe...
Una volta la Marlboro in occasione della settimana dedicata alla Ferrari a Madonna di Campiglio regalò uno dei primi telefoni cellulari; era mastodontico!!
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  #26  
Vecchio 01-01-2010, 21:59
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Sì ricordo, sembravano mattoni ma per l'epoca erano un "lusso" e sembravano tecnologicamente all'avanguardia.
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  #27  
Vecchio 02-01-2010, 15:29
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Sì ricordo, sembravano mattoni ma per l'epoca erano un "lusso" e sembravano tecnologicamente all'avanguardia.
Non mi veniva la parola giusta.. tu l'hai trovata
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  #28  
Vecchio 11-01-2010, 19:45
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Predefinito Capitolo 4

Capitolo 4
Le gare in Italia (Piemonte 4a parte – Valle d'Aosta)


In Piemonte nei primi anni della mia esperienza fotografica andai innumerevoli volte in quanto era una delle regioni in cui si svolgevano più rally in assoluto.
Uno di questi fu il rally di Diano d'Alba; erano i primi anni in cui avevamo la nostra agenzia e facevamo ancora il commerciale chiedendo gli indirizzi ai piloti durante le verifiche per farci conoscere; ne approfittavamo anche per chiedere notizie di passaggi particolarmente spettacolari; ero con Fox e molti cominciarono a parlarci di un salto “enorme”; appena finite le verifiche andammo a vedere di persona; la PS, arrivando la strada laterale, si immetteva in una strada più larga dall'esterno di un tornante e, a causa del'inclinazione dello stesso, si creava un vero trampolino di lancio; il problema era dove metterci per fotografare o meglio ancora dove ci avrebbero consentito di stare.
La gara partiva verso sera, ma ancora con luce sufficiente per fotografare con il teleobiettivo; arrivammo con molto anticipo e con mia grande sorpresa commissari e poliziotti non fecero molte storie; ci furono anche alcune uscite di strada con cappottamenti, tutti senza conseguenze per piloti e pubblico; fu un gran bel servizio.
Ogni anni uno dei primi rally della stagione era il Rally Team 971 dal nome della scuderia che l'organizzava; partiva da Chieri alle porte di Torino ed essendo uno dei primi della stagione, in un periodo nel quale solitamente non c'erano molte altre gare, ci andai varie volte.
Una delle cose più belle di quel rally era che il percorso variava quasi interamente ogni anno ed erano quasi sempre PS spettacolari; un anno anche qui durante le verifiche ci segnalarono un salto e ovviamente andammo a verificare; era una PS con la prima parte in salita e la seconda in discesa che finiva praticamente di fianco alla partenza; il salto era al culmine della salita; le auto arrivavano in cima dopo un bell'allungo e improvvisamente iniziava una ripida discesa con un terrapieno sulla sinistra e la ringhiera di un'abitazione con delle colonne in muratura sulla destra; l'unico posto dove fotografare era dietro una colonna in muratura, ma in caso di pericolo non c'era modo di scappare; il comissario che era sul posto brontolò un po' (e aveva ragione), ma riuscii a convincerlo a lasciarmi stare; feci da lì le prime 30 vetture circa, poi la luce calò (eravamo di sera) e continuai col flash prendendo il salto da dietro.
Un'altra volta ci andai insieme a Fox e alla nostra segretaria che era discretamente brava con la macchina fotografica, ma aveva un po' di paura; trovammo una PS con vari bivii e inversioni e per farla sentire al sicuro non trovammo di meglio che farla fotografare seduta dalla sommità di un muro a circe tre metri di altezza; la facemmo salire chiedendo una scala in prestito.
Nei primi mesi di collaborazione fotografica venni mandato a due rally che poi non furono più organizzati.
Uno era il Rally di Chivasso; era una Rally di 2a serie, come si chiamavano allora i rally sprint; partiva all'alba; facemmo il viaggio di notte e arrivammo alla prima PS che era ancora buio; lì conobbi due cugini torinesi che avevano anche loro iniziato a seguire i rally come fotografi; il più anziano abbandonò presto, l'altro invece, che aveva conoscenze in Fiat, diventò fotografo ufficiale della Lancia fin che questa partecipò al mondiale rally; divenimmo amici e seguimmo molte gare insieme.
L'altro rally era il Rally di Ivrea; un rally nazionale con una buona tradizione alle spalle; fu una edizione con vari problemi organizzativi, tanto che la gara scomparve dal calendario nazionale.
Tra i rally nazionali, ricordo di essere andato almeno una volta al Rally di Cinzano, al Rally di Canelli e alla Coppa d'Oro ad Alessandria, tutte gare con moltissimi iscritti e con prove spettacolari.
A Canelli una volta andai anche per uno slalom; per i meno esperti gli slalom sono gare aperte a quasi tutti i tipi di vetture, anche quelle con omolagazione scaduta; generalmente si disputano su brevi tratti in salita tortuosi dove, per diminuire la velocità, vengono poste delle chicane (da qui il nome di slalom); il tracciato non viene provato, ma solo visionato in colonna dietro la vettura del direttore di gara; la gara si disputa in 2 manches.
Una gara che invece odiai fu il Rally delle Valli Vesimesi in provincia di Asti; era tutto notturno con prove fotograficamente insignificanti e si mangiava... malissimo.
Due bei rally, ma... sempre bagnatissimi erano invece quello delle Valli Ossolane e il 111 Minuti organizzato dall'ACI Novara.
A quest'ultimo una volta andammo insieme io, Speedy e Fox; Fox era alle prime armi e molto inesperto; durante la 1a PS si scatenò un furioso temporale; Fox non aveva portato nulla per ripararsi e sia flash che macchina fotografica si bloccarono; Speedy si arrabbiò come poche altre volte.
Un discorso a parte merita invece il Rally della Lana con sede a Biella; era una gara bellissima valevole per il Campionato Italiano e a volte anche per l'Europeo, ma anche pericolosissima; il pubblico era sempre moltissimo e indisciplinatssimo; c'erano molti passaggi in centri abitati che erano un po' la mia mania perché ritenevo che quel tipo di foto caraterizzasse meglio le manifestazioni.
Il mio primo Rally della Lana lo feci con l'agenzia e c'era uno dei due titolari; aveva un'attrezzatura Nikon con macchine un po' datate, meccaniche, ma bellissime; ricordo un episodio che mi lasciò allibito;
Arrivati in PS, come al solito all'ultimo momento, ci stavamo preparando, quando sento che comincia ad imprecare; si era bloccata una delle macchine fotografiche e lui voleva fotografare con la staffa facendo sia il negativo che le diapositive; vedo che apre il bagagliaio dell'auto, tira fuori una coperta, la stende per terra, prende la macchina fotografica e da almeno 1 metro e mezzo di altezza fa cadere la Nikon; la riprende e... si era sbloccata; io lo guardavo allibito e lui sorridendo mi disse: “metodo infallibile”.
Negli anni il Rally della Lana variò molto il percorso (quasi sempre asfalto, ma ricordo anche prove su sterrato), anche se alcuni passaggi rimasero costanti; ci andai varie volte con Speedy unendo il piacere gastronomico alle foto.
Ricordo un ottimo ristorante a Borgomanero ed un altro in un luogo sperduto vicino ad un PS (i ristoranti in luoghi disagevoli da raggiungere sono quasi sempre ottimi... altrimenti chi ci andrebbe).
Tra i passaggi più spettacolari che mi tornano alla mente due inversioni dove mi recai in varie edizioni; in una la PS arrivava da una stretta stradina per immettersi in una strada molto larga; fotografavo con un 300mm dal centro della strada in cui si immettevano le auto per poi spostarmi tranquillamente al lato della strada; era una foto molto spoettacolare con molti controsterzi e un muro di pubblico dietro le auto.
L'altra inversione era invece strettissima, in salita, con una specie di scalino all'interno che faceva alzare la ruota posteriore delle auto; il problema era che non c'era posto dove mettersi a fotografare; all'esterno della strada che immetteva nell'inversione c'era un'abitazione e la porta d'ingresso della stessa sarebbe stata il luogo ideale per fotografare le auto di ¾ posteriore, ma il proprietario non voleva nessuno in casa e non gli si poteva dare torto; il primo anno mi arrangiai cercando di inquadrare bene la porta della casa con coloro che ci abitavano; l'anno successivo, verificato che la PS c'era ancora, feci stampare le foto più spettacolari e le portai regalandole a coloro che ci abitavano, mi “comprai” così il diritto “esclusivo” di fotografare dal portone della loro abitazione... anche per gli anni seguenti.
Quando iniziai a fotografare per l'agenzia, questa seguiva solo le auto; io invece ero appassionato di tutto quanto aveva un motore... anche delle gare di kart, per cui il primo invermo, quello tra il 1980 e l'81 li convinsi a provare e comnciammo a fare servizi in varie piste.
Due erano i problemi; il primo era che i titolari non avevano idea delle varie e numerose classi, dove oltretutto i kart avevano numeri uguali, per cui era indispesabile ogni volta che si finiva un rullo segnare per bene a quale classe si riferiva; Il secondo era che, a differenza delle gare automobilistiche non c'erano schede di iscrizione con gli indirizzi, per cui bisognava chiederli a tutti i piloti; non so ora, ma in quegli anni una gara di kart si svolgeva con prove al mattino e gare al pomeriggio e le prove consistevano in un giro secco conometrato in cui i piloti entravano uno alla volta; ci appostavamo all'ingresso in pista e non ci sfuggiva nessuno.
Tutto questo per dire che in Piemonte andai anche alcune volte per delle gare di kart; a Viverone, tra Santhià e Ivrea dove c'era la Pista Le Sirene e a Borgoticino dove c'era la Pista Azzurra.
Al Rally della Valle d'Aosta andai varie volte; iniziai quando ancora ero nell'agenzia; era una gran bella gara sia per i luoghi sia per le specialità gastronomiche locali.
Aveva un unico difetto; allora si disputava in dicembre e come al Rally di Montecarlo, se c'era anche un solo piccolo tratto innevato tutti, giornali e piloti, volevano quelle foto; la cosa condizionava spesso la scelta dei luoghi in cui fotografare; era uno di quei rally in cui le prove erano quasi sempre le stesse (nella valle non c'erano grandi possibilità di scelta); un anno venivano disputate in un senso, l'anno successivo in quello opposto; la sede della gara era (e credo sia tuttora) a St. Vincent e a pochi chilometri dal centro della cittadina partiva un PS molto bella che aveva a circa metà percorso, dopo l'abitato di Emarese, un'inversione molto spettacolare dalla quale attraverso una stradina si arrivava alla PS successiva tutta in discesa; era un luogo quasi obbilgatorio e un anno il passaggio fu ancora più bello perché ci fu un'abbondante nevicata.
La PS in discesa invece era velocissima senza posti spettacolari dove fotografare, ma in compenso subito dopo il fine prova c'era un tipico ristorante con specialità valdostane semplicemente eccezionale.
Un'altra classica PS partiva da Aosta seguendo il percoso di una vecchia gara in salita la Aosta – Pila; la parte iniziale era molto veloce per ridiscendere poi a valle con una stradina strettissima e spesso ghiacciata.
La gara arrivava fino quasi a Courmayeur (un anno ricordo una PS a La Thuile); a Courmayeur c'era un ristorante di un pilota di cui ora non ricordo il nome; fu uno dei posti dove mangiai meglio in assoluto; un inverno tra Natale e Capodanno io e Fox, assieme a due ragazze, partimmo da Bologna per andare a cenare lì, dopo cena ci fermammo a dormire e il giorno dopo tornammo; follie, tanto per non perdere l'abitudine di fare chilometri e chilometri in auto.
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  #29  
Vecchio 13-01-2010, 12:06
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Che personaggi che avevi di fianco, questo Speedy!
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  #30  
Vecchio 13-01-2010, 13:23
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Quello che hai letto finora è... niente; è solo l'antipasto.
Vi giuro che sonno tutti fatti veri; io stesso a volte, ricordando certe cose, mi meraviglio
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