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Capitolo 14 Le gare in Italia (Toscana 1a parte) Se la Romagna è la patria dei motori (nel senso di appassionati di moto), la Toscana è probabilmente la regione dove la passione per le gare automobilistiche è più forte. Sia da appassionato prima, che da fotografo poi, qualsiasi gara sia andato a seguire ho sempre trovato una moltitudine di gente. In provincia di Firenze il Circuito del Mugello è il nome di riferimento; riuscii a vedere da ragazzo le ultime due edizioni del circuito stradale. La prima volta non avevo ancora la patente e ci andai... in treno; Bologna, Firenze e arrivai a Borgo San Lorenzo; poi 7 km a piedi fino a San Piero a Sieve dove vidi la corsa; la seconda volta invece andai sul passo della Futa con un amico e fu veramente uno spettacolo magnifico. Nel 1974 ero ovviamente presente alla prima manifestazione nell'Autodromo del Mugello; La gara principale era valida per il campionato di F 5000; era giugno, ma piovve in modo torrenziale; le infrastrutture dell'impianto erano ancora piuttosto pionieristiche e molti luoghi non erano accessibili al pubblico causa il fango. L'autodromo era bellissimo, soprattutto se rapportsato agli impianti di allora, ma aveva dei problemi. Nelle vie di fuga erano state poste delle reti di contenimento e ogni volta che una vettura usciva di strada faceva... strike con la conseguenza che la gara successiva non veniva fatta partire fino a quando le reti non erano state nuovamente sistemate; ricordo mega riunioni con inizio delle gare alle 08,00 di mattina e termine col buio e con le ultime gare ridotte nei giri per cause di forza maggiore. L'autodromo non era ancora della Ferrari, ma dell'ACI ed ebbe momenti di crisi; era stasto costruito partendo dal presupposto che la passionaccia dei toscani per le gare motoristiche avrebbe sempre riempito l'autodromo, ma non fu così; le corse su strada erano una cosa, quelle in autodromo un'altra. Nonostante la concezione moderna la prima configurazione dell'autodromo del Mugello aveva punti molto critici con spazi di fuga limitati; il 16 maggio 1976 durante il Gran Premio d'Italia motociclistico (o forse si chiamava ancora Gran Premio delle Nazioni) ero lì e vidi morire all'Arrabiata Otello Buscherini; nella stesso giorno cadde anche Paolo Tordi alla Biondetti ed anche per lui non ci fu nulla da fare. Da fotografo, come già raccontato all'inizio, il Mugello fu il primo autodromo dove andai in veste "ufficiale" e fu un vero disastro; passò circa un anno e mezzo prima che ci tornassi; era una delle mie piste preferite con commissari tutti simpaticissimi che ti facevano lavorare in pace; durante le gare dei campionati italiani permettevano ai fotografi più "affidabili" di entrare con la propria vettura nella strada di servizio che costeggiava il tracciato così che potevamo tranquillamente spostarci. I commissari nelle varie postazioni erano quasi sempre gli stessi ed erano gelosi del loro "territorio"; all'ingresso dell'Arrabbiata c'era un vero "toscanaccio", burbero, ma di una simpatia unica; l'avevo salutato poco prima della fine di una gara di durata e, mentre rimettevo l'attrezzatura in auto, mi ero accorto che era accaduto qualcosa (bandiere gialle e ambulanza che si dirigeva sul posto), ma credevo non fosse nulla di grave; la gara terminò regolarmente. Ci rimasi malissimo quando il giorno dopo lessi che che il commissario, mentre stava sbandierando per un precedente incidente era stato investito in pieno ed era morto sul colpo. Negli anni pre carriera fotografica ricordo in provincia di Firenze vari rally 2a serie (a quei tempi così si chiamavano i rally sprint) su terra; gare di una spettacolarità unica; ricordo che avevo trovato un passaggio spettacolarissimo dove alle 7,00 di mattina la gente era moltissima; passavano due volte con cappottamenti, uscite di strada e intanto si mangiava e si beveva buon vino toscano. A Sud di Firenze si disputava anche alcune cronoscalate motociclistiche; ricordo la Alberi - Montaione e la Vinci - Baronto. Sempre negli anni '70 andai ad alcune gare di motocross a Polcanto dove fungeva da speaker il noto Giovanni Di Pillo allora alle prime armi. Ricordo anche un Rally di Prato vinto dall'allora redattore di Autosprint Carlo Cavicchi su Stratos!!! Nei primi anni fotografici venni inviato ad un rally in provincia di Firenze (credo fosse una delle finali che venivano organizzate per i rally nazionali divisi per zone); era inverno; il rally era tutto notturno però l'agenzia aveva bisogno sia di diapositive che di negativo colore, per cui decisero, data la vicinanza, di mandarci in sette o otto con due vetture. In una c'ero io con alcuni collaboratori, nell'altra Fox con altri; all'ultimo momento venne a mancare la vettura che doveva usare Fox per cui lui partì con la sua vettura personale, una scassatissima Alfasud. Dovevamo fare tutte le foto nel più breve tempo possibile, per cui andammo tutti alla 1a PS, che era anche discreta fotograficamente; ma la PS venne interrotta dopo pochi passaggi; nel frattempo aveva iniziato a nevicare; ci ritrovammo alle auto ed in fretta decidemmo di correre alla prima PS raggiungibile in tempo; Fox, che era ancora inesperto, non aveva con sè né cartine stradali, né del rally, per cui gli dissi "seguimi, non perdermi". Dopo un chilometro o poco più non vidi più i fari di Fox dietro di me; non avevo tempo di aspettarlo per cui decisi di proseguire. Facemmo il passaggio, appena decente, e tornammo a Bologna; arrivati in agenzia, insieme ai titolari con un diavolo per capello, c'era anche Fox; i suoi fari non li avevo più visti perché aveva fatto un dritto ed era uscito di strada. Un bel rally dove andai due o tre volte fu il Rally dell'Impruneta. Molte le gare in provincia di Lucca; un'estate andai alla Sillano - Ospedaletti una gara in salita di poca importanza; era agosto, ero... disoccupato non essendoci altre gare, ma avevo due nuovi collaboratori da provare per cui decisi di andarci per fare un test sulle loro capacità. Arrivarci da Bologna era quasi un'avventura; scelsi di arrivarci attraversando l'Appennino partendo da Reggio Emilia, passando nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Romagnolo; una strada bellissima, ma tortuosissima!!! Non c'era traffico ed io mi divertii... a tirare; arrivammo nel percorso di gara dall'arrivo e un solerte commissario ci... fece pagare il biglietto (non avevo neppure inviato l'accredito) assicurandoci però che usciti dal percorso di gara l'importo ci sarebbe stato restituito... e così fu. Andai a prendere i pass e tornammo sul percorso per trovare due posti "facili" dove fare provare i due principianti, dopo di che andammo a pranzo in una trattoria che c'era lungo la strada; fu uno dei peggiori pranzi della mia vita; a parte questo notai che uno dei due ragazzi non aveva appetito; gli chiesi se stava bene e dopo qualche insistenza si confidò; "ma tu hai fatto delle corse? vai sempre così in macchina? io sto male a pensare al ritorno a Bologna!!!" Dopo quella esperienza non lo vidi più, ma "giuro" che non avevo fatto niente di particolare; come avrei potuto con una Peugeot 106 (ben assettata è vero, ma normalissima) con tre persono a bordo? Il Rally del Ciocco fu una delle mie gare preferite; la prima volta che ci andai ebbi anche un problemino con un commissario di percorso; ero ancora abbastanza inesperto e l'agenzia mi inviò con alcuni collaboratori; la prima PS partiva a pochi metri dal centro alberghiero del Ciocco, dirigendosi verso Nord. Perdemmo tempo in direzione gara per i soliti indirizzi e quando arrivammo all'inizio della PS un commissario mi disse che la stada era già chiusa; aveva ragione, solo che, dopo 5 minuti nei quali tentavo di convincerlo, arrivò un'altra vettura che lui... fece inspiegabilmente passare. La cosa mi fece arrabbiare, anche perché, non voleva dare spiegazioni concrete; appena si distrasse un attimo misi la prima e partii entrando in PS. facemmo le nostre foto e al termine ritornammo in direzione gara; qui un commissario che conoscevo, appena mi vide, mi fermò dicendomi; "Cosa avete combinato? Il commissario vi vuole denunciare e pretende che vi venga ritirato il pass e la targa auto." Risposi che aveva ragione, ma pretendevo di sapere perché aveva fatto entrare in PS l'altra vettura; dissi, mentendo, che avevo le foto; fecero una riunione e, dopo una ramanzina tutto si sistemò. A Castelnuovo di Garfagnana c'era (e credo ci sia tuttora) il ristorante di Andreucci, che in quegli anni era un pilota emergente di grandi speranze; che mangiate di funghi e fiorentine!!! Quasi sempre il Rally del Ciocco si svolgeva ad inizio stagione e dato che alcune prove erano abbastanza in quota spesso ci si trovava nelle condizioni del Rally di Montecarlo o del Rally della Val d'Aosta; se c'era un po' di neve bisognava avere quelle foto; bellissimo il passaggio all'Orecchiella. Ricordo altri passasggi caratteristici e molto spettacolari come l'inversione a metà della prova che partiva e ritornava a Borgo a Mozzano, all'interno della quale c'era uno scalino che favoriva... i "numeri" o l''altra inversione a Lucignana. In febbraio si disputava con base a Viareggio il Rally del Carnevale, che apriva in pratica la stagione dei rally nazionali della zona; anche questo rally sfruttava molte delle PS del Ciocco, con l'unica differenza che era tutto notturno; ricordo molta pioggia e un gran freddo. Altro rally lucchese il Rally Cttà di Camaiore; ci andai una sola volta in quanto per molti anni fu poi cancellato per alcune irregolarità commesse dagli organizzatori.
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Ti ringrazio; in questo periodo il racconto è fermo per mia assoluta mancanza di tempo, ma conto di riprenderlo... non sono neppure a metà
![]() Ciao
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Capitolo 15 Le gare in Italia (Toscana 2a parte) In provincia di Pistoia, innanzitutto tutto mi ricordo una gara in salita famosissima negli anni '70, la Coppa della Collina Pistoiese; c'era sia la versione automobilistica che quella motociclistica; andai a vederle entrambe; da Bologna seguendo la Porrettana si arrivava direttamente all'arrivo dove c'erno le ultime belle curve e un fantastico ristorante, cosa da non sottovalutare. Nel periodo fotografico da ricordare due rally nazionali molto belli anche perché si disputavano di giorno, il Rally di Città di Pistoia e il Rally degli Abeti che aveva il quartier generale a San Marcello Pistoiese; quest'ultimo ora credo sia diventato il rally dell'Abetone. Di Abetone era, come avevo già ricordato nel Capitolo 16, Fabio Danti; lo conobbi bene, perché nei primi anni '90 ebbi occasione di fare vari servizi sulle gare in salita; Danti era il pilota emergente e, cosa stranissima almeno allora, era uno dei pochi giovani che avevano scelto questa specialità. D'inverno faceva il maestro di sci ad Abetone ed io andai a fare un servizio mentre svolgeva questa sua seconda attività. Era una persona gentilissima e preparatissima; come già detto quando seppi della sua morte durante le prove della gara in salita Caprimo Veronese -Spiazzi, ci rimasi veramente male. In provincia di Pisa andai al campo Cross di Ponte a Egola, ma non per una gara di motocross, bensì per una gara di campionato Italiano Fuori Strada. Un rally nazionale tra i più famosi e spettacolari nei primi anni '80 era quello di Casciana Terme che almeno in alcune occasioni si svolse su terra, con prove che erano usate anche dal Sanremo. Altri due bei rally dove andai varie volte furono il Rally di Tirrenia e il Rally dell'Alta Val di Cecina. Tornando agli anni ''70, mi viene in mente un Rally Sprint a Fauglia, non tanto per la gara in sè, quanto per il fatto che c'era un pilota che disputava tutte le gare sprint in Toscana con una Stratos!!! e ovviamente, pur essendo un "fermo" stracciava tutti gli altri concorrenti. Se ricordo bene la CSAI intervenne e dall'anno seguente ci furono delle limitazioni per le vetture che potevano partecipare a questo tipo di gare. Anche a Volterra c'era una famosa gara in salita, la Saline di Volterra - Volterra, sia nella versione automobilistica che motociclistica; e andai a vederle entrambe; l'anno in cui andai a vedere quella automobilistica ricordo che c'era Giampiero Moretti che a quei tempi correva con lo pseudonimo Momo con una Ferrari 512!!! Poche le manifestazioni in provincia di Arezzo; ricordo una gara di Motocross nella belissima pista di Montevarchi, ma soprattutto la fantastica cena annuale che Piero Comanducci, col quale seguii molti rally mondiali, organizzava nel suo albergo nel centro di Arezzo; invitava moltissimi piloti, giornalisti e fotografi e dopo il banchetto proiettava in un cinema le immagini dei rally che aveva lui stesso filmato quell'anno. In provincia di Siena gare di tutti i tipi; dal kart nel Kartodromo 2000 di Ampugnano, dove andai varie volte sia come semplice spettatore che poi come fotografo, alle gare in salita come la Coppa del Chianti automobilistica o un'altra gara motociclistica che arrivava a Catellina in Chianti. Ma in particolare ricordo un rally sprint, il Rally della Fettunta; si svolgeva, e credo si svolga tuttora in dicembre; era pertanto una delle ultime gare della stagione e non c'erano mai molte gare concomitanti. Divenne famoso per una PS, dove, pochi metri dopo la partenza, c'era un ponticello con un dosso che faceva decollare le vetture... anche se andavano piano; si facevano delle foto spettacolarissime che i piloti adoravano. A Siena ricordo un'altra cena nel ristorante di Nannini, che lo sfortunatissimo pilota offrì in occasione di un servizio che andai a fare a casa sua appena si fu ripreso dal terribile incidente in elicottero. In provincia di Livorno una gara di Motocross sulla Pista di Montenero negli anni 70 e due dei più belli rally italiani degli anni '80. La Coppa Liburna era valida per il campionato italiano; ci andai varie volte; partiva alla sera con una PS alle porte di Livorno, dove le vetture gareggiavano tra due ali di folla incredibile; ai tempi attuali sarebbe impensabile; ricordo le Opel Ascona ufficiali tutte in controsterzo con il posteriore che sfiorava la gente, la quale non si spostava di un millimetro. Generalmente la Coppa Liburna si svolgeva in un tappne unico che partiva alla sera verso le 22,00 e finiva alla sera dopo; la seguivamo tutta d'un fiato, facendo due passaggi commerciali (ricordo che significa fotografare tutti i piloti) uno alla prima PS e l'altro al primo passaggio diurno e poi spostandoci con trasferimenti pericolosissimi da PS a PS. Era incredibile quanta gente seguiva la gara, per cui anche sulle strade c'era molto traffico e quando si arrivava alle speciali spesso era un problema parcheggiare. L'altro era il mitico Rally dell'Isola d'Elba. Ci andai già due volte prima di iniziare la carriera fotografica, una volta con un mio cugino e un'altra con due amici, poi dal 1981 quasi ogni anno per parecchio tempo. Era una delle trasferte più belle, anche perché... più lunghe e si riusciva ad unire l'utile (belle foto) al dilettevole (ottima cucina e un po' di turismo). Il rally veniva chiamato Rally Spaghetti; chi conosce l'Elba può capire il perché; ricavare tre tappe di prove sterrate e asfaltate nell'isola non era un'impresa semplice; in pratica ogni strada veniva prima o poi utilizzata per qualche PS; fin che non furono vietate per motivi di sicurezza, molte prove prove venivano ripetute in ambedue i sensi di marcia (ricordo i cartelli che regolavano la circolazione nelle PS in certi orari in una direzione in altri in quella opposta. Uno dei primi anni in cui ci andai, quando ero ancora all'agenzia, trovai un ristorante con camere in una posizione strategica; non lo lasciammo più per vasri anni. Ricordo perfettamente alcuni passaggi caratteristici; quello del Volterraio, la cui PS terminava nei pressi di Rio nell'Elba, dove a pochi "metri" di distanza c'era un magnifico passaggio con inversione; la prova di Capoliveri che partiva ed arrivava nel paese stesso; i vari passaggio al Poggio sopra Marciana Marina, dove, spostandosi a piedi di pochi metri, si potevano vedere due o tre passaggi diversi, quella del Monumento, la più brutta fotograficamente, tutta su asfalto, che però mi riporta alla mente un episodio che non posso non raccontarvi e... vi prego credeteci: è la pura verità. Quell'anno 1981 o 82 ero all'Elba con Speedy; eravamo ancora all'agenzia ed avevamo come vettura una scassatissima e vecchssima Golf. Era tardo pomeriggio ed avevamo fatto le foto alla fine di una PS su terra che terminava pochi metri prima della partenza della PS successiva quella del Monumento; noi per tornare all'albergo dovevamo percorrere quella PS per cui aspettammo che venisse riaperta la strada; appena partita la "scopa" con la luce verde la seguimmo e con noi si mosse anche una vettura della polizia; la prima parte della Ps era in salita e Speedy comunque tirava al massimo e si teneva incollato alla vettura della polizia, un'Alfa naturalmente; intanto cominciava a fare buio; i due poliziotti cominciarono a tirare e accesero la sirena e... Speedy dietro; la salita finì e iniziò la discesa; la strada era piena di gente che stava allontanandosi e si spostava velocemente, pensando chissà a cosa, vedendo arrivare due vetture a tutta velocità di cui una della polizia con la sirena. Arrivammo al bivio alla fine della strada e i poliziotti si fermarono per vedere chi avevano dietro; io credo che pensassero fosse un'auto del rally; ho ancora impressa negli occhi la faccia dei due poliziotti quando videro la nostra macchina; penso che abbiano stracciato la loro patente Cose impensabili al giorno d'oggi, ma allora era ancora possibile. Sempre all'Elba andai anche due volte per il Rally di vetture storiche che utilizzava parte delle PS (quelle in asfalto) del rally vero. Solo una la gara in provincia di Grosseto, ma bella il Trofeo Maremma.
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Capitolo 16 Le gare in Italia (Marche, Umbria) In provincia di Pesaro tutti i ricordi riguardano gli anni 70; andai a vedere (credo fu l'unica edizione) una gara in salita sulla strada panoramica che unisce Pesaro a Gabicce Monte. La ricordo per due motivi; una fantastica mangiata di pesce a Pesaro prima della gara e per il fatto che alla salita erano ammessi anche i kart; in quegli anni i kart disputavano varie gare in salita, ma erano quasi sempre abbinati a gare di moto. Nei viali della zona a mare di Pesaro si svolgeva annualmente una gara motociclistica valida per il campionato juniores; era un circuito simile a quelli romagnoli, ma con strade più strette; ci andai almeno due volte. Negli ultimi anni dei circuiti internazionali romagnoli si svolse una gara anche nella periferia di Pesaro a Villa Fastiggi. Andai a vedere quella che credo fu l'ultima edizione; il tracciato, a differenza dei circuiti cittadini romagnoli, era ricavato su ampie e veloci strade e di conseguenza era... ancora più pericoloso. Ricordo che la pista era delimitata per tutta la sua lunghezza da balle di paglia, senza la minima via di fuga e sulle balle di paglia... sedevano vari spettatori; il direttore di gara era lo stesso del neonato autodromo di Misano ed era disperato; le gare si svolsero ugualmente, ma io credo che ci fu un accordo tra piloti ed organizzatori per non deludere la gente che era moltissima; fu una gara senza neppure un dritto o una scivolata segno che nessuno tirava davvero; però furono bravi attori!!! Da fotografo invece la memoria va a due gare in salita. La Ascoli - Colle San Marco conosciuta anche come Coppa Teodori e la Sarnano - Sassotetto. Alla prima, a dire la vero, ci andai ancora da ragazzo (avrò avuto 15 o 16 anni) e forse fu in assoluto la prima trasferta che feci da solo. Ero in vacanza a Riccione e presi un treno alle cinque di mattina che mi portò a San Benedetto del Tronto e da lì con un trenino stile Far West arrivai ad Ascoli Piceno. La corsa allora partiva in pieno centro cittadino ed io restai alla partenza per potere vedere tutte le vetture mentre si preparavano alla gara, poi, quando iniziarono le partenze delle formule e dei proptotipi mi misi poco dopo la partenza dietro ad una transenna e... rischiai di essere investito. Una piccola formula sbandò subito dopo il via e venne a sbattere a non più di un metro da me coinvolgendo una signora. Ritornai alla Coppa Teodori nei primi anni 80; due le cose che ricordo: un ottimo pranzo in un ristorante sul percorso ed una foto che a ripensarci mi chiedo se in quel periodo ero del tutto in grado di intendere; mi appostai alla fine di un breve rettilineo in piena via di fuga, leggermente sotto il piano stradale e scattavo le foto appena le vetture impostavano la curva; le foto furono bellissime, ma io fui proprio un pazzo a farle; se una vettura fosse uscita di strada mi avrebbe decapitato. Alla Sarnano - Sassotetto, che a quei tempi era valida per l'europeo, ci andai una volta con Fox; di questa gara ho in mente un passaggio appollaiato su una roccia con un caldo insopportabile e la notte trascorsa in un alberghetto, stile rifugio con un freddo quasi invernale. In Umbria alcune gare in salita. Alla San Giustino - Bocca Trabaria andai due volte nei primi anni 80; la prima volta ero con Speedy e a pranzo conobbi un altro fotografo di Bologna, molto giovane che aveva appena fondato una sua agenzia dopo essere venuto via da quella con la quale io stavo collaborando; Speedy, proprio per questo, lo conosceva bene; durante il pranzo ci disse che la settimana successiva sarebbe andato al 1000 Laghi; io e Speedy lo invidiavamo; non immaginavamo che dopo due anni ci saremmo andati anche noi. La seconda volta che andai a questa salita, al sabato durante le prove, in agosto, presi la neve!!! Famosissima e tuttora valida per il campionato italiano era la Gubbio - Madonna della Cima nota anche come Trofeo Fagioli; salita cortissima, che infatti si disputa in due manche, con una marea di iscritti anche perché c'erano sempre anche le vetture storiche; le foto bisognava inventarle; a parte un tornante dopo la velocissima parte iniziale (ed infatti lì succedeva di tutto: testa-coda, cappottamenti, uscite di strada...) non c'erano molti posti da dove fotografare. A Scheggia e Pescelupo, una località a circa 15 km da Gubbio, organizzarono, almeno una volta, una gara di velocità in salita su terra ed io ci andai; non ricordo per quale ragione, ma io dovevo rientrare nella serata di sabato a Bologna (probabilmente dovevo svolgere un altro servizio la domenica); andai con due collaboratori per le prove del sabato, dopo di che, fatta una bella doccia nell'albergo che avevamo prenotato per loro a Gubbio, mi feci accompagnare a Fano e da lì presi il treno. All'Autodromo di Magione ci andai innumerevoli volte; a quei tempi era molto più corto di adesso; avevo cominciato ad andarci ancora prima di dedicarmi alla fotografia; per risparmiare a volte ci andai in treno; scendevo alla stazione di Magione a da lì circa quattro o cinque chilometri a piedi fino alla pista. A Magione nei primi anni, ci si andava spessissimo anche perché d'inverno venivano organizzate molte gare club (quelle con prove al mattino e gare al pomeriggio) ed anche perché, sempre nei mesi invernali, come poi anche a Vallelunga, molti piloti andavano ad effettuare test prima dell'inizio dei vari campionati e noi andavamo per proporre le nostre foto cercando accordi per tutto l'anno. La trasferta a Magione era sempre piacevole; in pista i commissari lasciavano lavorare tranquillamente; nelle due sere che si passavano sul posto si mangiava bene in posti bellissimi. Ricordo in modo particolare un ristorante sul lago Trasimeno in località San Feliciano; ci andavamo spesso a mangiare (la cucina era splendida) e, dato che c'erano anche delle camere, avremmo gradito anche pernottare, ma il proprietario era un tipo un po' strano: "non accettava prenotazioni"; diventava pertanto difficile andarci; io personalmente ci andai non più di due o tre volte. A Magione aveva la sua scuola di pilotaggio (e credo l'abbia tuttora) Henry Morrogh, un inglese che arrivato in Italia non è più ripartito; lo conobbi bene, sia lui che la moglie, due persone "all'antica" nel senso buono del termine, d'una gentilezza e cortesia veramente rare. Durante uno dei test pre campionato, di cui dicevo prima, conobbi nel 1994 in modo più approfondito due personaggi unici nel panorama automobilistico italiano: Adriano Morini e la sua compagna Nadia. In quegli anni il suo team, la Draco Racing, partecipava al campionato Europeo di Formula Opel Lotus; la sede del team era nei pressi di Firenze ed aveva lanciato negli anni precedenti un certo Baricchello ed un certo Lamy. Ricordo che gli chiesi perché cercava di lanciare quasi sempre piloti brasiliani (anche quel giorno ce n'erano tre che giravano per la prima volta); mi spiegò, che i giovani piloti vivevano a casa sua come in un collegio; andavano a scuola, mangiavano in casa, si allenavano e pilotavano; i brasiliani si adattavano e seguivano i consigli,,, i nostri no, quasi tutti facevano le prime donne, non erano dispsti a sacrificarsi. Quel giorno a Magione pioveva e come detto c'erano tre giovanissimi brasiliani che giravano per la prima volta; il terzo a scendere in pista si chiamava Marco Campos, un ragazzo timido, ma educatissimo; fece due o tre giri, si fermò, scambio due parole con Morini e tornò in pista; io lo guardavo girare e mi sembrava più o meno come gli altri; Morini dopo poco cambiò espressione, chiamò Nadia, che stava preparando il pranzo; mi disse: "Fotografalo bene perché questo è il pilota che quest'anno vince il campionato europeo". Ed infatti così fu. Dal sito della Draco Racing Stagione 1994 Marco Campos: questo nome per la Draco è quello di una stella. Nel 1994 Marco aveva 17 anni. Morini appena lo vede girare a Magione capisce subito il talento che il Brasile gli ha portato, “il migliore di tutti” e lo dice con la sincerità del tecnico che si vede fra le mani una pepita d'oro, da ripulire e far brillare. Alla Draco lavorano sodo e Marco li ricompensa con la migliore moneta: le vittorie. Marco vive e viaggia con loro. Vince il campionato Lotus Euroseries e ben altri 7 trofei. Per le pole positions conquistate è eletto miglior pilota dell'anno e pilota rivelazione più giovane. Il circus è entusiasta di lui, ha un sorriso per tutti e incanta anche l'organizzazione. Il suo “rivale”, Tom Coronel (NL) lo giudica un talento, sono avversari ma mangiano insieme. Filippo Francioni, l'altro pilota del Team, ha per lui una venerazione. Ha il carisma del grande campione. L'anno successivo Morini fondò un team di Formula 3000 solo per Campos; non ottenne molti successi più per l'inesperienza del team in tale formula che per il pilota che che venne seguito con interesse da Frank Wiliams. Quell'anno Fox, che seguiva tutto il campionato di F3000, seguì tutte le gare di Campos; io lo ritrovai in qualche gara concomitante con la F1; era sempre il primo a salutarmi e a parlare di qualsiasi cosa. Il 18 ottobre del 1995 io ero al circuito di Le Castellet per la finale unica che veniva disputata con tutti i migliori piloti dei vari campionato nazionali turismo; Fox era invece a Magny Cours dove si svolgeva l'ultima gara del campionato di F3000. Verso sera ci arrivò la notizia di un gravissimo incidente a Campos; cercai subito di mettermi in contatto con Fox (avevamo i primi cellulari, ma le comunicazioni non erano agevoli); quando finalmente rispose mi disse che stava dirigendosi verso Parigi, che anche se non era ufficiale Campos era morto. Ci rimasi di sasso. Ricordo che tempo dopo, avevo già smesso di fare il fotografo, andai a trovare Morini e Nadia nella nuova sede della scuderia; Nadia parlava di Campos al presente. Ultima gara umbra che ricodo il Giro dell'Umbria sul modello del giro d'Italia con due prove nell'Autodromo di Magione ed altre PS tipo rally; ci andai una volta.
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Gli sport motoristici: la mia passionaccia fin da piccolo Ultima modifica di goldsun; 02-10-2010 alle 20:00 |
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Capitolo 17 Le gare in Italia (Abruzzo, Lazio) Nei primi anni '80 la gara in salita denominata Le svolte di Popoli si svolgeva il 15 agosto; la data era fissa, qualunque fosse il giorno della settimana. Il giorno di Ferragosto del 1980 era un venerdì, non c'erano altre gare; tradizionalmente i titolari dell'agenzia andavano a Popoli con tutta la famiglia; dissi loro: " Non penserete mica di lasciarmi a casa?" e così mi unii a loro. Partimmo il mercoledì 13 e alla sera ci fermammo in un albergo nel raccordo autostradale di Pescara; alla gara di Popoli c'erano sempre una marea di iscritti; le prove iniziarono alla mattina del sabato di buon'ora e terminarono... sotto un caldo torrido ben dopo le 14,00. Erano le 15,00 quando ci sedemmo a tavola in un ristorante nella piazza del paese, che i titolari conoscevano da tempo e mangiai per la prima volta in vita mia degli spaghetti al torchio con un sugo simile al ragù alla bolognese semplicemente... fantastici. Anche il giorno della gara ci fu un gran caldo e così pure qualche anno dopo, quando ci tornai con la mia agenzia. A Pescara andai altre due volte negli anni successivi per il Rally d'Abruzzo, che era valido per il campionato italiano; era una gara molto bella e veloce, forse troppo; se non ricordo male ci furono degli incidenti piuttosto gravi e la gara ad un certo punto sparì dal calendaro nazionale. In Abruzzo non andai per altre gare, ma in un'altra occasione fui mandato a "tradimento" dai miei soci per la presentazione di un nuovo campionato. Ero tornato la domenica sera da una trasferta all'estero e il martedì dovevo ripartire per una trasferta oltre oceano; il lunedì volevo riposarmi; verso le 22,00 della domenica, mi chiamò Speedy: "Domani mattina devi andare a Pescara, perché c'è la presentazione del nuovo campionato Mini Cooper che inizierà il prossimo anno; ci hanno dato l'esclusiva; dovevo andarci io, ma mi ha chiamato un cliente per un servizio e Fox deve occuparsi di tutte le spedizioni; sarà una cosa veloce... fai le foto e torni" E così il lunedì mattina partii all'alba; l'appuntamento era a Pescara alle 9,00 nello stesso albergo, dove pernottai la prima volta che andai a Popoli. Arrivai puntualissimo, ma non c'era nessuno; conoscevo bene l'organizzatore del campionato e mi misi ad aspettare; verso le 10,30 arrivò e mi disse: "Siamo un po' in ritardo, la vettura arriverà solo nel pomeriggio... abbiamo tutto il tempo"; mi informai dove pensavano di fare la presentazione e mi disse che saremo andati in una pista di kart lì vicino dove la Mini avrebbe fatto anche dei giri di pista. Intanto arrivavano altri giornalisti invitati; all'ora di pranzo ci portarono al ristorante; il pranzo fu ottimo, abbondante e... lungo, ma della vettura nessuna traccia. Finamente verso le 15,30 l'auto arrivò e in fretta e furia tutti partimmo, un'auto dietro l'altra, per la pista (ho cercato di rintracciarla in Internet, era a Sud di Pescara a pochi chilometri dall'Adriatica, ma non sono riuscito a trovarla). Arrivammo in poco meno di un'ora e, appena la vettura fu scaricata, iniziò un vero e proprio... diluvio; la luce era ormai bassissima e riuscii a fare le foto solo usando il flash; subito dopo portarono la vettura al coperto, l'asciugarono alla meglio per le foto statiche; tra una cosa e l'altra ripartii per Bologna dopo le 20,00; quando arrivai dovetti lasciare tutte le istruzioni per la spedizione delle foto, preparare la mia attrezzatura per la partenza del giorno dopo, nonché fare i miei bagagli personali, perché alle 7,00 avevo l'aereo. Che bel giorno di riposo!!! Proprio come avevo preventivato. Ed eccoci nel Lazio che innanzitutto significa Autodromo di Vallelunga. Vallelunga è sempre stato uno degli autodromi più utilizzati; d'inverno si svolgevano moltissime gare club (quelle, come vi ho già spiegato, con prove alla mattina e gare nel pomeriggio e aperte a tutti i tipi di auto anche quelle con omologazione scaduta). Spesso queste gare si svolgevano sul circuito corto, quello che girava a destra subito dopo la partenza e si immetteva sul tracciato lungo all'uscita della Trincea; due erano gli organizzatori di queste gare; uno legato all'ACI che gestiva l'autodromo il cui direttore di gara era una persona amabilissima, ma che non aveva il senso della puntualità; le sue gare iniziavano con... regolare ritardo e terminavano al buio con le ultime gare dimezzate o anche di più nel chilometraggio; l'altro organizzatore era invece la Salerno Corse le cui gare erano di una puntualità svizzera; la Salerno Corse crebbe di importanza fino a diventare per vari anni l'organizzatore del campionato SuperTurismo e di vari altri campionati fin quando ci fu uno scandalo con strascichi legali e di fatto la Salerno Corse sparì. Tornando alle gare a Vallelunga ricordo che, conoscendo i commissari, si lavorava molto bene, potendo posizionarsi anche in posti non proprio... molto consigliabili o addirittura attraversare la pista!!! Gare club a parte quando si andava a Vallelunga ci si fermava almeno due notti a dormire e si... mangiava molto bene; ricordo due ottimi risporanti a Campagnano; i primi anni pernottavamo in un modesto albergo di Anguillara Sabazia, poi ne cambiammo vari sempre nella zona del lago. Vallelunga era il regno di Speedy; io ci andai più che altro nei primi anni; uno dei problemi era il ritorno, in quanto per gare come i campionati di F3 o Super Turismo Autosprint e poi Rombo volevano le foto il giorno stesso; di conseguenza nel viaggio di ritorno a Bologna bisognava correre e non badare ai limiti di velocità; anch'io ebbi la mia esperienza di una piccola gara con una vettura della polizia; avevo una Golf TD e appena entrato in autostrada mi trovai davanti una vettura della polizia che andava esattamente al limite consentito; mi accodai; ad ogni uscita o area di servizio speravo che si fermasse; intanto loro cominciarono ad accelerare ed io dietro; alla fine eravamo ben oltre il limite di velocità; uscirono ad Arezzo e mi salutarono!!!. A Roma veniva organizzato un rally internazionale senza validità per alcun campionato, il Rally di Roma; ci andai due volte; il direttore di gara era lo stesso dei regolari ritardi di Vallelunga, persona amabilissima con cui andare a cena, simpaticissima, ma con idee un po' particolari su come organizzare un rally. Non vorrei che i romani che leggono pensassero male, prometto che quanto vi dirò è la pura verità. Il rally non aveva molti iscritti comunque un anno, più o meno nel 1985, decisi di andarci con un collaboratore; la gara prevedeva verifiche il sabato mattina a piazza del Popolo e gara in tappone unico la domenica. Appena arrivai il direttore di gara mi diede subito tutto il necessario, pass, targa Auto, cartine, road book; a quel tempo facevamo ancora il commerciale per i piloti, per cui, dato che non eravamo sempre presenti nelle gare del centro sud, chiesi gli indirizzi a tutti i piloti, per ricordare loro che la mia agenzia era presente e anche per chiedere informazioni su eventuali passaggi spettacolari dove appostsarmi a fotografare; mi venne indicata in particolare una prova, se non ricordo male nei pressi di Fiuggi, poi però due o tre piloti laziali mi dissero: "Si è bella, ma tanto verrà annullata come tutti gli anni". Chiesi il perché e mi risposero che alla domenica quella era zona di pic nic per i romani; andai dall'organizzatore il quale allibito mi disse: "ma che scherziamo? si fa, si fa" Nel pomeriggio, terminate le verifiche, andai a vedere il perorso per poi prendere un albergo nelle vicinanze; la prova citata era veramente bella e, fidandomi delle assicurazioni avute, essendo la 4a o 5a PS del rally decisi di andarci dopo avere fatto in precedenza un altro passaggio. Il giorno dopo arrivai alla PS in questione con un'oretta di anticipo; erano circa le 11,30, sembrava di essere nel centro a Roma con auto parcheggiate ovunque anche in doppia fila; prova ovviamente annullata!!! L'anno dopo ritornai a Roma, perché nonostante i non molti partenti e i problemi logistici, la vendita delle foto era andata molto bene; la prova incriminata era prevista anche il secondo anno, ma non mi lasciai... fregare; c'erano delle prove nuove, per cui nel pomeriggio del sabato andai a vederle e alla sera decisi di inziare dalla seconda PS; ci arrivai con circa 90 minuti di anticipo sul previsto start della prima vettura; al bivio dove dove doveva essere il controllo orario non c'era nessuno, né polizia o carabinieri, né commissari, né cronometristi; decisi di andare nel punto dove avevo deciso di fare le foto (qualche chilometro più avanti) e aspettare; il tempo passava e il traffico continuava in entrambe le direzioni; quando ormai mancavano circa 40 minuti al via, tornai al via della PS per vedere la situazione; nel punto in cui il road book prevedeva la partenza non c'era nessuno, ma al bivio, circa 700 metri prima dello start, trovai commissari e cronometristi che trafelati stavano mettendo tavoli e indicazioni; mi avvicinai con il road book in mano e dissi: "Ma il via non dovrebbe essere 700 metri più avanti?". Mi guardarono come fossi un extraterrestre con in mano un cosa mai vista; mentre esterefatti stavano discutendo fra loro, arrivò la vettura staffetta il cui autista iniziò a mandare accidenti a tutti. Considerando che non c'erano ancora né ambulanza, né carro attrezzi e che pertanto la prova sarebbe stata senz'altro annullata, decisi di andare a quella successiva che originariamente avrei voluto fare al secondo giro. Al bivio trovai un giovane carabiniere che mi fermò; dentro di me pensai che la strada fosse già chiusa, invece il militare mi disse: "Sa qualcosa del rally? mi hanno lasciato qui più di due ore fa, ma non si è visto ancora nessuno!!! nessuno mi dato indicazioni, cosa debbo fare?" Gli spiegai che probabilmente ci sarebbero stati dei ritardi e lo lasciai con suoi dubbi, andando a posizionarmi per le foto, incrociando le dita e toccando tutto il ferro possibile; quando ormai stavo per perdere ogni speranza, arrivò a sirene spiegate, l'apripista, che incrociò in modo pericolosissimo una vettura in senso contrario e dopo una ventina di minuti incredibilmente la PS iniziò!!! Nel Lazio andai per altri due rally, entrambi ai primi anni di effettuazione, ma veramente belli e bene organizzati, il Rally di Ceccano e il Rally di Pico; entrambi fanno tutt'ora parte delle più classiche gare nazionali e quello di Pico è noto soprattutto per una PS che passa nel paese con una inversione nella piazza principale.
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Solo per questione di tempo; in questo momento proprio non ce la faccio; in futuro... chissà
![]() Mai dire mai
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Dai, non lasciare le cose a metà! Anche la parte "estero" deve avere molti risvolti interessanti, che sono ignoti ai più!
Qual'era il tuo tracciato preferito, a livello di ambientazione, e quello dove si fotografava meglio? |
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Allora facciamo un patto; tu convinci rosssiiii a fare meno domande
ad arrangiarsi un po' da solo a cercare le cose ed io riprenderò la pubblicazione.Per quanto riguarda i tracciati uno dei più belli fotograficamente era senz'altro Spa; ma belli erano anche Suzuka, Donington, Brands Hatch, Interlagos e il Mugello in Italia. Dove si lavorava meglio erano senz'altro i paesi anglosassoni e nordici; dove si lavorava peggio di gran lunga l'Italia ![]() Aspetto un cenno da Rosssiiii
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Hai avuto modo di ritornare su alcune di queste piste dopo che hai appeso al chiodo macchine ed obiettivi? Sono passati parecchi anni e credo che, con le tante "migliorie" che sono state apportate ai tracciati (molto spesso snaturandoli), solo alcuni di loro abbiano mantenuto la fisionomia originaria. Probabilmente, solo a Brands Hatch non hanno spostato una pietra... A Spa ad esempio hanno eliminato il bus stop, che credo fosse un punto molto fotografabile data la vicinanza e la varietà do immagini, ed allungato molte vie di fuga, cosa che i fotografi apprezzeranno in maniera inversamente proporzionale rispetto ai piloti... Ho visto foto vecchiotte dell'autodromo del Mugello (prima che passasse alla Ferrari) e la connotazione naturalistica era molto più spiccata. Ora ci sono un sacco di muri. Di Donington è un po' che non vedo immagini, ne ricordo di caratteristiche, ma non so se hanno fatto dei lavori pesanti. Suzuka e Interlagos, vedendoli in TV, credo siano più o meno invariati.
Tornando ad oggi, come è cambiato Silverstone! A parte un paio di punti, non mi pare un gran che per le foto. |
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mi sono letto tutti i capitoli e.. mi sono emoziato quando hai parlato dell'incidente di Senna. Quel giorno ero lì anch'io alla variante bassa: mi ricordo ancora l'esultanza di tutti i tifosi ferraristi alla notizia dell'uscita di Senna (si pensava ad un normale fuoripista) e alle lacrime sui volti di tantissime persone quando girò la notizia della sua morte.
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Commosso dalle richieste riprendo il racconto, ma non aspettatevi pubblicazioni costanti
Capitolo 18 Le gare in Italia (Campania, Puglia) In Campania andai solo per una gara il Rally dei Due Golfi, che partiva, almeno l'anno della mia presenza, da Sorrento; era una gara quasi tutta diurna e ben organizata. Molte di più invece le manifestazioni che seguii in Puglia. Alla salita di Monte S.Angelo andai quando ancora lavoravo per l'agenzia; la ricordo per due ragioni; innanzitutto perché rischiai grosso durante le prove; mi ero appostato in un luogo apparentemente sicuro dietro un guard rail all'esterno di una curva dove le vetture non arrivavano velocissime in quanto avevano appena affrontato un tratto misto e ripido; una A112 arrivò lunga e andò a sbattere contro il guard rail circa una decina di metri dopo di me; niente di apparentemente drammatico se non il fatto che la barriera cedettte completamente fino al punto in cui mi trovavo io sfiorandomi le gambe; 10 metri di guard rail spostati da una vettura che esce di strada, possono anche amputare una gamba!!! La seconda ragione riguarda invece uno dei due collaboratori che erano con me; era un giovane che si era presentato da poco in agenzia; aveva detto che gli piacevano le corse e la fotografia, che gli sarebbe piaciuto provare, ma non aveva l'attrezzatura adatta e non aveva la possibiltà di procurarsela; i titolari dell'agenzia gli prestarono il necessario e visto che le foto fatte nelle prime gare erano state discrete gli comprarono un corpo macchina con gli obiettivi minimi necessari per fare rally o gare in salita, dicendogli che avrebbero scalato l'importo dal compenso che gli davano. La salita di Monte Sant'Angelo fu l'ultimo servizio che fece, poi si rese irreperibile; la madre alzò una barriera e nessuno riusci più a parlargli... ovviamente si tenne l'attrezzatura. Lo ricordo anche per il suo modo di mangiare al ristorante; prendeva pasta come primo, pasta come secondo, pasta come frutta o dolce ed era velocissimo; una volta, il cameriere aveva appena portato quanto avevamo ordinato, mi voltai un attimo (non più di 30") a parlare con un conoscente; quando presi la forchetta per mangiare lui aveva già finito tutto!!! Sempre in provincia di Foggia andai una volta per Rally dei Monti Dauni, gara valevole per la Coppa Italia; ricordo questa gara per una ragione particolare; sarà stato il 1985 o 86; andai in Puglia con un collaboratore che poi rimandai a Bologna in treno perché io presi il traghetto per andare in Grecia al Rally dell'Acropoli... da solo in auto; ma questa è un'altra storia per la quale dovete aspettare ancora un po'. In provincia di Bari andai una prima volta per il Rally di Puglia e Lucania un anno in cui la manifestazione era una delle finali della Coppa Italia; ci andai insieme a Speedy; ricordo che le verifiche furono all'interno dell'area della Fiera del Levante; bella gara diurna che scomparve però ben presto sostituita poi dall'attuale rally tout terrain. Nel 1989 venne inaugurato l'Autodromo del Levante; ci andai poche volte (era il regno di Speedy), lo ricordo piccolissimo, ma simpatico; non so ora, ma nei primi anni la cosa più problematica era la posizione da cui fare le partenze; non c'era lo spazio sufficiente dove posizionarsi e ci si appostava in piena via di fuga sopra degli pneumatici, incrociando le dita e attraversando la pista subito dopo il primo passaggio!!! Belli i ricordi gastronomici delle trasferte; ottimo pesce in alcuni ristoranti di Bari, un agriturismo con cucina tipica e un altro locale, dove andai su indicazione del titolare della Peroni Promotion e nel quale oltre a tante altre leccornie, mangiai della mozzarella che così buona non l'ho mai più trovata. La gara che però amavo di più in Puglia era il Rally del Salento; ci andai moltissime volte sempre in auto e sempre con un collaboratore; c'era un giorno dedicato alla verifche, che si tenevano in una piazza del centro, e due giorni di gara. In quegli anni non c'era ancora la classica prima Super Speciale nel piazzale davanti allo stadio; la gara si svolgeva in due tappe diurne con PS, la maggior parte strettissime con curve secche con i classici muretti che facevano molte vittime al minimo errore. C'era poi un classica PS lungo la strada costiera (c'è ancora perché ogni anno la vedo nei filmati del rally), che era invece molto veloce con un bivio a circa metà dove generalmente si facevano due passaggi, in quanto era molto spettacolare e c'era modo di fare inquadrature diverse fra di loro; altra ottima ragione per fare due passaggi era che proprio lì c'era un ottimo ristorante di pescatori con del pesce sublime!!! Per alcuni anni ci fu anche un magnifico salto causato dall'incrocio perpendicolare tra due stradine; poi venne abolito perchè era oggettivamente piuttosto pericoloso. Generalmente prendevo l'albergo sulla costa più o meno dalle parti di Otranto; un anno però l'agenzia, a cui mi rivolgevo, riuscì a prenotare solo un albergo vecchiotto nel centro di Lecce; ero sceso con con una nuovissima Peugeot 205 GT; scendendo ero passato da Roma per caricare il collaboratore che abitava lì; facemmo le verifiche e quando la mattina dopo scesi a prendere l'auto che avevo parcheggiato in una piazza poco distante... la vettura non c'era più; era stata rubata!!! Eravamo bene assicurati, quindi non avevo preoccupazioni per il risarcimento; il problema era trovare un'auto per seguire il rally e tornare poi a Bologna a fine gara e fare la denuncia che dovevo fare lì sul posto. In tutta Lecce esisteva solo un auto noleggio quello della Maggiore, ma non avevano neppure un'auto libera; la prima sarebbe rientrata nella tarda mattinata; non avevo altra scelta; i colleghi di altre agenzie erano già partiti dagli alberghi; non mi rimase che attendere; nel frattempo approfittai per fare la denuncia del furto L'auto finalmente arrivò, una Fiat Tipo, e riuscii a iniziare a fotografare proprio dal 2° passaggio nel bivio di cui dicevo prima; non dissi all'autonoleggio che avrei riconsegnato l'auto a Bologna; immagino si saranno arrabbiati abbastanza, ma cosa ci potevo fare? D'altra parte pagai la tariffa più alta che si applica quando la vettura viene riconsegnata in una città diversa
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Capitolo 19 Le gare in Italia (Sicilia) Personalmente non andai mai nè in Basilicata (escluso il Rally di Puglia e Lucania di cui ho già detto) né in Calabria; c'erano poche gare e nelle rare occasioni non toccò mai a me. Andai invece molte volte in Sicilia, le prime volte con avventurosi viaggi di andata e ritorno in auto. La prima volta in assoluto, tuttavia, nonostante fossi ancora con l'agenzia iniziale, mi mandarono in aereo, con un altro collaboratore per la gara in salita Cefalù - Gibilmanna. Credo fosse l'autunno del 1980, perchè il volo Bologna - Palermo era ancora con un aereo Itavia che verso la fine dell'anno chiuse in seguito al disastro di Ustica; la gara era valevole per il campionato italiano e c'erano oltre 250 iscritti. Ci prenotarono un'auto, che potevo guidare solo io in quanto l'altro collaboratore non aveva ancora 21 anni e in quegli anni, sotto questa età, non si potevano guidare auto a noleggio. Ricordo che facemmo delle belle foto, un gran caldo e l'ottima cucina siciliana che imparai ad apprezzare. Cefalù fu uno dei luoghi da me più frequentati in Sicilia, infatti,oltre la gara in salita, ospitava partenza e arrivo del Rally Targa Florio ed era il paese più vicino al vero tracciato della Targa Florio sul quale veniva organizzato un rally con vetture storiche. Ma andiamo con ordine; alla Cefalù - Gibilmanna ritornai un'altra volta, questa volta però in auto, nei primi anni in cui avevo la mia agenzia. Il Rally Targa Florio era sempre valevole per il campionato italiano; le prime volte sia con l'agenzia iniziale che poi con la mia ci andai in auto con due o tre collaboratori; già allora la Salerno - Reggio Calabria era un incubo e, dopo avere traghettato, restava il trasferimento da Messina a Cefalù che non era uno scherzo. Le prove erano in generale molto veloci; c'erano dei tratti cronometrati ricavati dal vero tracciato della Targa Florio; classico il passaggio che si raggiungeva facilmente uscendo al casello di Scillato dell'autostrada Palermo - Catania. Un difetto del rally era costituito dal fatto che le PS erano sempre le stesse per cui era difficile fare qualcosa di nuovo fotograficamente; un anno ero sceso in Sicilia con Fox; l'auto era una Fiat Uno diesel, quasi nuova; eravamo andati a cercare qualche posto nuovo e avevamo trovato un bel salto, causato da una frana; era una prova notturna, il salto era sperduto in mezzo alla PS per cui bisognava restare fino alla fine del passaggio di tutti i concorrenti; decidemmo di rischiare. Ben pochi saltarono, pazienza... solo che quando andammo in auto per tornare in albergo a dormire, la Uno non ne volle sapere di mettersi in moto; ci recuperò un carro attrezzi dopo circa due ore, il quale ci lasciò nel paese più vicino davanti ad una officina Fiat e lì aspettammo fino a mattina che aprisse e riparassero l'auto (non ricordo quale era stato il problema). Avemmo giusto il tempo di arivare in albergo e lavarci che il rally ripartiva per la 2a tappa e dopo l'arrivo... ritorno a Bologna ovviamente con viaggio no-stop. Negli anni successivi al 1986/87 andai sempre in aereo, da solo (facevamo solo il servizio giornalistico); il problema era che il rally terminava la domenica, a volte nel tardo pomeriggio; ed, essendo un rally valido per il campionato italiano assoluto, Autosprint, e dopo Rombo, volevano le foto subito per cui ricordo dei trasferimenti pericolosissimi per raggiungere in tempo l'aeroporto di Palermo. La vera Targa Florio era già finita, ma veniva disputata una manifestazione per auto storiche sullo stesso tracciato delle Madonie; verifiche e partenza erano alle storiche tribune di Cerda; in pratica il classico tracciato della "vera" Targa Florio veniva diviso in vari settori cronometrati, come fosse un rally; si evitavano così i passaggi più problematici nei centri abitati. Ci andai due volte (nelle altre occasioni ci andò Speedy che come sapete era l'artista e con le vetture storiche dava il meglio di se stesso). Ho già accennato all'ottima gastronomia siciliana; mi piaceva molto il pesce, per cui andavo quasi sempre in ristoranti o trattorie specializzati, ma ricordo anche due trattorie, una nel centro storico di Cefalù e l'altra a Cerda dove gustai piatti tipici dell'entroterra... FAVOLOSI. In provincia di Palermo andai un anno anche per il Rally Conca d'Oro; era una bella gara, ma spesso il numero di iscritti era molto limitato, per cui, essendo un rally si scarsa importanza giornalistica, molte volte rinunciammo. Due le volte che andai al Rally di Messina, negli anni in cui questo era valido per il campionato assoluto; anche in queste occasioni il viaggio fu fatto in auto; rispetto agli altri rally siciliani quello di Messina era atipico in quanto caratterizzato da prove generalmente piuttosto tortuose. Ricordo un salto magnifico in una PS lungo una strada che costeggiava un caratteristico paese; che litigata con i commissari per potere fotografare! Una volta andai al Rally di Proserpina; era una delle finali dei rally nazionali e scendemmo in quattro in auto; ricordo che all'andata ci fermammo affamati a Catania; entrammo nel primo ristorante che trovammo e... fummo fortunati; una squisita cena a base di ottimo pesce... con ottimo prezzo (NB circa due mesi fa sono stato a Catania e per caso - non ricordavo l'inidirizzo - sono capitato nello stesso ristorante con stesso proprietario!!!). Il rally partiva dall'Autodromo di Pergusa ed era tutto diurno con una prova ricavata nell'autodromo stesso. Nel 1983 io e Fox decidemmo di andare alla Salita dei Monti Iblei, una cronoscalata molto famosa in provincia di Ragusa con una moltitudine di iscritti; il percorso saliva fino a Chiaramonte Gulfi. Accaddero molte cose in quella trasferta; andammo alle verifiche, nella piazza di Chiaromonte Gulfi (posto bellissimo tra l'altro); passammo lì tutto il giorno e al termine ci accorgemmo che molti piloti non avevano verificato; verso la fine andammo dai commissari per chiedere come mai mancava tanta gente; ci guardarono sbalorditi!! "Sono più di duecento!" e noi: "Ma non hanno verificato!!" Risposta: "Quelli non hanno bisogno di fare le verifiche"... No comment. Avevamo trovato un albergo a Ragusa e alla sera andammo in un ristorante tipico con delle mozzarelle fantastiche; però qualcosa mi fece male e passai la notte sulla tazza del bagno. Il giorno dopo io ero uno zombie tuttavia bisognava fare le foto delle prove. Bevendo molto mi ripresi a sufficienza; dopo le prove saltai comunque il pranzo e mentre Fox era andato a mangiare io girai per il paese; trovai il negozio di un fotografo locale che stampava le foto con consegna immediata. Decidemmo in un istante di fare stampare le foto delle prove per cercare di venderle subito il giorno dopo; la domenica Fox fece un altra serie di foto, io invece andai alla partenza e riuscii a venderne parecchie rientrando subito delle spese del viaggio; la cosa non piacque molto ad un fotografo palermitano che conoscevamo in quanto lo avevamo visto spesso a Pergusa e al Rally Targa Florio; ci fece capire che non era il caso che provassimo a rifare una cosa del genere. All'Autodromo di Pergusa si svolgevano sempre almeno tre o quattro week end di gare valide per i vari campionati italiani e per quello internazionale di F.3000; ci andavamo sempre in aereo atterrando a Catania e prendendo un'auto a nolo, a volte dividendola con altri fotografi. Ci andai molte volte (esclusa le F.3000 che era feudo di Fox) sia per la F3 che per il CIVT (così allora si chiamava il campionato italiano turismo); questi ultimi campionati di solito li seguiva Speedy, il quale però era sempre contento di evitare un viaggio in aereo per cui... Nei primi anni, fino al 1990, il problema maggiore di Pergusa (dove si mangiava benissimo in varie trattorie) fu l'albergo; erano pochi e i migliori erano sempre prenotati dai piloti più importanti; una volta finii a Caltanissetta in un albego dove pernottava il giudice di un processo contro la mafia; figuratevi, ogni volta che entravo in albergo con tutta l'attrezatura ero perquiisito; altre volte dormii a Enna, finché Fox trovò un "seminario", sì proprio dove studiano i giovani che desiderano diventare preti; era proprio sopra l'autodromo a circa 2 km, e affittavano delle camere, tutte singole con bagno come in albergo; c'era il minimo indispensabile, ma era pulitissimo; non lo abbandonammo più e in breve tempo ci seguirono sia piloti che giornalisti. A Pergusa si facevano foto molto spettacolari alle varie chicanes con le vetture in volo sui cordoli, ma tutte sempre da posizioni piuttosto pericolose, dove, come spesso capitava in Italia i commissari ti lasciavano stare solo se ti conoscevano. La foto della partenza poi era unica; non c'era alcun posto "sicuro" dove stare, per cui eravamo tutti schierati "senza alcuna protezione" lungo la via di fuga; un anno, direi 1988 o 89, in occasione del CIVT ero posizionatoal solito posto per la partenza della gara delle vetture fino a 2000cc. Le vetture erano circa a metà strada fra la partenza e la prima curva quando due si toccarono; una di esse una Ford Sierra si impennò. volò contro le reti di protezione, ricadde in pista e si incendiò; io scattai tutta la sequenza e finii in un attimo il rullo da 36 di diapositive; non avendo il tempo di cambiare rullo continuai scarcando tutto il rullo di negativo colore che avevo nel'altro corpo macchina; non vedevo altro che fuoco; la gara venne ovviamente interrotta, c'era un gran caos; pian piano cominciarono ad arrivare le notizie; il pilota, Rebai, era stato portato via in elicottero e anche due uomini del servizio antincendio erano rimasti feriti nel salvataggio del pilota. Il pilota aveva ustioni, ma non era in pericolo di vita (l'anno seguente riprese a correre), io ero ovviamente molto curioso di vedere cosa ero riuscito a fotografare; dopo circa un'ora e mezza stava per ripartire la gara, quando mi si avvicina una persona mostrandomi la tessera della polizia; sto per imprecare dentro di me pensando che mi volesse sequestrare i rulli per loro indagini e questo invece mi dice: "Ha un rullo da darmi, glielo pago"!!! "certo, ma glielo davo anche senza che mi mostrasse la tessera" Arrivato a Bologna il giorno dopo portai i rulli a sviluppare, dicendo al laboratorio di consegnarli direttamente ad Autosprint perché non c'era tempo. Alla sera passai in redazione e chiesi com'era la sequenza; mi guardarono dicendo: "Perché non sai cosa hai fotografato?". Spiegai le cicostanze e mi fecero vedere che avevano fatto più di due pagine, tralasciando però alcune immagini troppo cruente (si vedeva il pilota che era uscito dalla vettura da solo e si rotolava come una torcia umana sull'asfalto).
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Gli sport motoristici: la mia passionaccia fin da piccolo Ultima modifica di goldsun; 31-07-2011 alle 11:40 |
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Goldsun, sono sempre interessantissimi i tuoi racconti. Sono esperienze che, credo, solo un numero ristrettissimo di persone ha vissuto.
Per chi condivide la tua stessa passione sono... unici. Nonostante la tua premessa... spero di leggerne di nuovi presto. Ciao Ultima modifica di red herzog; 24-07-2011 alle 23:29 |
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Capitolo 20 le gare in Italia (Sardegna) Il Rally della Costa Smeralda era negli anni 80 quasi un rally mondiale; la Lancia aveva uno squadrone e lo sponsor della gara era lo stesso, la Martini, pertanto alla gara che era valida per l'Europeo con massimo coefficiente, erano sempre presenti equipaggi ufficiali con vetture ufficiali. Ci andai molte volte, sia nei primi con l'agenzia che in seguito. Ci si andava sempre in auto traghettando da Civitavecchia; già dal primo anno trovai per caso un albergo ad Arzachena; era nuovo appena costruito; il prezzo era giusto ed era comodissimo per raggiungere le varie PS; non lo cambiai più. Era una gara bellissima per molti motivi; prove bellissime per i piloti e ancor più fotograficamente; la gara si svolgeva in tre tappe (come una vera gara del mondiale); al mercoledì c'erano le verifiche che si svolgevano nel magnifico scenario di Porto Cervo e poi tre tappe tutte diurne e tutte su sterrato. Il sabato sera si prendeva il traghetto per tornare a casa così che alla domenica c'era il tempo di sviluppare i rulli e consegnare le foto. I primi due anni in cui ci andai ero ancora nell'agenzia e accaddero due cose particolari. Una delle prove più famose del rally era quella dell'Isuledda, che spesso veniva ripresa e trasmessa in diretta dalla RAI; dopo circa 4 o 5 Km c'era un caratteristico passaggio su una spiaggia; la strada scendeva, arrivava sulla spiaggia da dove risaliva dopo circa 300 metri; era un posto bellissimo per le foto perché si potevano riprendere le vetture in PS col mare dietro; c'era sempre moltissima gente, anche perché in quel punto si riusciva ad arrivare anche attraverso una strada laterale. Dopo le vetture del rally internazionale gareggiavano quelle del Trofeo A112, un trofeo magnifico dal quale uscirono in quegli anni i migliori piloti italiani. Quell'anno, nel punto in cui la strada della PS arrrivava sulla spiaggia, si era creata una profonda buca e le vetture che arrivavano più veloci facevano dei salti incredibili; fotografavo col teleobiettivo, non ero in posizione molto sicura, ma con ampia via di fuga; ormai i passaggi stavano per finire, quando arrivò a tutta velocità una delle ultime vetture del trofeo; evidentemente il pilota non si ricordava della buca e all'ultimo momento cercò una disperata frenata col risultato di prendere la buca tutto di traverso e iniziare, appena atterrato, una serie infinita di cappottamenti; iniziai a scattare in sequenza fino a quando la vettura avvicinandosi a me... non ci stava più nell'inquadratura; passò a qualche metro da me, ma non ebbi mai l'impressione di rischiare di essere investito. La sorpresa la ebbi a Bologna, dopo che le foto furono sviluppate; come nel caso dell'incidente di Pergusa io scattavo cercando nei limiti del possibile di mantenere l'immagine a fuoco (non c'erano ancora gli obierttivi autofocus), ma non potevo rendermi conto dei particolari. In un fotogramma, con la vettura completamente capovolta e in volo a pochi centimetri da terra si vedeva il copilota con il braccio fuori dal finestrino che toccava terra; se solo la vettura fosse stata qualche centimetro più bassa glielo avrebbe spezzato, se non amputato. Il secondo anno il titolare dell'agenzia mi diede una sua vecchia macchina fotografica (mi spiace ma non ricordo la marca) che poteva fotografare con una visuale di 180°. La usai all'interno di una inversione con una moltitudine di gente; la foto venne pubblicata a doppia pagina su Autosprint, ma la sorpresa fu che era stata firmata non solo col nome dell'agenzia, ma anche col mio nome e cognome!!... la cosa mi fece molto piacere. Inutile che vi dica che la gara mi piaceva moltissimo anche dal lato gastronomico; soprattutto per il pesce, ma anche per le altre classiche specialità sarde come il porceddu; per alcuni anni ci furono una serie di PS a Sud di Olbia nell'entroterrra; queste venivano ripetute due volte con un certo intervallo di tempo in quanto c'era un parco asssistenza; proprio sulla Statale che da Olbia va a Sassari trovammo un ristorante fantastico; fu dura alzarsi da tavola per tornare a fotografare. In Sardegna andai un anno anche per un altro rally, sempre su terra organizzato dall'automobile club di Sassari; non mi ricordo il nome esatto; era una bella gara, ma non c'erano mai più di una cinquantina di vetture per cui la trasferta non era conveniente; l'anno che ci andai (da solo in aereo con un volo Bologna – Alghero) fu perché avevamo come cliente una scuderia che schierava nella gara quattro vetture. Con questo capitolo si chiude la parte relativa alle gare italiane; dal prossimo inizierò con le gare in Europa e precisamente con il Portogallo.
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Ciao come facevi a fuocheggiare a mano senza autofocus? Usavi una tecnica particolare o poi col tempo ci facevi la mano e ti veniva la sensibilità di agire sulla ghiera dell'obiettivo? Fino a quando hai usato ottiche manuali?
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nessuna tecnica particolare; occorreva farci la mano e comunque un certo numero di foto erano ovviamente sfocate.
Quando arrivò l'autofocus fu una manna (direi primi anni 90)... un po' meno per le nostre tasche ![]() Io usavo Canon; un 500mm 4,5 costava circa 12 milioni di vecchie lirette, idem per un 300mm 2,8 il quale poteva diventare un 600mm 4,5 con un duplicatore. Era impossibile usarli a mano libera in modo continuativo; occorreva un monopiede. ... e con questi pesi facevamo chilometri girando tra le varie postazioni in pista.
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Gli sport motoristici: la mia passionaccia fin da piccolo |
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